(ASI) Roma  - “Quando si discutevano i decreti attuativi del Jobs act fummo coloro che protestarono in maniera più vivace contro i metodi invasivi di controllo a distanza che il governo Renzi stava mettendo a punto. Adesso, la storia del braccialetto di Amazon per i dipendenti dei magazzini, anche se ancora parliamo soltanto di un brevetto depositato, rischia di diventare l'ennesimo attacco vergognoso alla dignità del lavoro”. Lo osservano i parlamentari del M5S.
“Ora leggiamo che questo ritrovato tecnologico dovrebbe servire soltanto a orientare gli addetti nelle ricerche della merce tra gli scaffali. Ma sappiamo come vanno e come funzionano queste cose - rincarano i portavoce - Il governo ci racconta invece che il controllo a distanza serve soltanto per esigenze organizzative e per la sicurezza sui luoghi di produzione, ma il Jobs act in realtà autorizza forme invasive di sorveglianza che ledono la privacy e, peraltro, sviliscono il concetto di produttività ed efficienza del lavoro”.

iConlude la nota del MoVimento 5 Stelle Camera dei Deputati.

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