(ASI) I dati rilasciati da ISTAT danno un messaggio molto chiaro: si può continuare a ridurre le tasse tenendo i conti in ordine e sostenendo la svolta dell'economia che, nel 2015, ha interrotto la più lunga recessione della storia repubblicana (2012-2014). 
ll debito pubblico è più basso di quanto precedentemente stimato (132,2% del PIL), il deficit si conferma al 2,6% del PIL - il livello più basso dal 2011- e la pressione fiscale si è mantenuta in calo nel 2015, al di sotto del 2013. Nel frattempo sono cresciuti, durante il 2015, i consumi (+1%) e, per la prima volta dal 2011, anche gli investimenti (+1%), un dato innegabilmente particolarmente importante.

La riduzione della crescita del PIL reale nel 2015, dal 0,8% al 0,7%, è invece un effetto puramente statistico dovuto al fatto che il PIL 2014 è stato rivisto al rialzo (+0,1%). Dichiarazione di Filippo Taddei, responsabile Economia del Partito Democratico.

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