(ASI) Roma - "Il parere dell'Organizzazione Mondiale della Sanità non generi allarmismi ma sia una spinta ad incentivare un consumo consapevole, che parta dal semplice rispetto della cosiddetta 'piramide alimentare', basata su verdura e frutta, passando

per la scelta di prodotti della filiera corta, che aiuta l'economia locale e riduce l'impatto ambientale dei sistemi di produzione attraverso una riduzione delle emissioni inquinanti, fino ad arrivare a garantire la tracciabilità della filiera produttiva attraverso la trasparenza in etichetta , grazie alla quale il consumatore potrà sapere da dove provengono le carni utilizzate e in quali condizioni sono stati allevati gli animali, se in un allevamento intensivo o all'aperto, come già avviene per le uova". Lo dichiarano i deputati della Commissione Agricoltura in riferimento allo studio dell'Oms sulle carni rosse lavorate.
"Nella scelta degli stili alimentari - aggiunge Silvia Benedetti, portavoce Cinquestelle - non bisogna sottovalutare l'impronta ecologica dei nostri cibi. Ad esempio la produzione di 100 grammi di manzo comporta l'emissione di 1.600 grammi di CO2, circa 14 volte in più dei gas emessi dal processo produttivo di 100 grammi di frutta e verdura e 2,5 volte quelli legati a pesce, maiale, pollo e uova. Solo in questo modo possiamo ridurre l'impatto della nostra alimentazione anche sugli ecosistemi e, indirettamente, sul nostro benessere, visto che le risorse del pianeta sono limitate e il conto prima o poi ci verrà presentato".

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