(ASI) Foad Aodi-Kamel Belaitouche-Daoudi Tilouani-Neserat Hakim: «L'Islam è una religione di pace. Chi uccide in nome dell’Islam tradisce la fede e l'umanità di un intero popolo.
Questi non sono musulmani, ma solo criminali. Condanniamo senza ambiguità il terrorismo e ogni forma di estremismo, ma respingiamo ogni tentativo di criminalizzare milioni di musulmani onesti»
ROMA, 27 LUGLIO 2026 – L'attentato che ha colpito il Christopher Street Day di Berlino, dove un furgone si è scagliato contro la folla provocando la morte di una donna e il ferimento di decine di persone, ha riportato l'Europa davanti alla minaccia del terrorismo. Le autorità tedesche stanno seguendo la pista dell'estremismo islamista e proseguono le indagini per accertare eventuali responsabilità e possibili complici. Il cancelliere Friedrich Merz ha definito l'attacco un tentativo di colpire la società libera e democratica, mentre il ministro dell'Interno Alexander Dobrindt ha invitato a mantenere alta l'attenzione.
Di fronte a questa tragedia, la rete associativa composta da CO-MAI (Comunità del Mondo Arabo in Italia), AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, denominata anche Unione Professionisti della Sanità Internazionali), AISCNEWS (Agenzia Mondiale-Informazione Senza Confini), dal Movimento Internazionale Uniti per Unire e dal Manifesto Unione per l'Italia esprime il più profondo cordoglio per la vittima, la piena solidarietà al popolo tedesco e ai feriti, riflette sulle conseguenze di questo nuovo episodio di terrorismo e rinnova il proprio impegno nella difesa del dialogo, della convivenza civile e della pace.
A intervenire è il Prof. Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCEO e docente dell'Università di Tor Vergata e Presidente Onorario Co-mai.
CONDANNA SENZA AMBIGUITÀ
«Esprimiamo piena solidarietà al popolo tedesco, ai familiari della vittima e a tutti i feriti. Condanniamo senza alcuna esitazione ogni forma di terrorismo, ogni atto di violenza e ogni tentativo di uccidere nel nome della religione. L'Islam è una religione di pace e chi usa la fede per giustificare il terrorismo tradisce i valori autentici dell'Islam e dell'umanità. Il terrorismo va condannato senza ambiguità e lo diciamo con forza come mondo arabo in Italia.»
NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DEI MUSULMANI
«Con la stessa fermezza con cui condanniamo il terrorismo diciamo che non è più accettabile assistere, dopo ogni attentato, alla generalizzazione contro tutti i musulmani. Milioni di cittadini rispettano le leggi, lavorano, studiano, curano, fanno impresa e contribuiscono ogni giorno alla crescita dell'Europa. Non possono essere trasformati nei responsabili dei crimini commessi da pochi terroristi. La responsabilità è personale e non può mai essere attribuita a un'intera religione o a un'intera comunità.»
LA MEMORIA DEL DIALOGO
Aodi ricorda come la rete associativa abbia sempre assunto una posizione netta contro il terrorismo, anche nei momenti più difficili vissuti dall'Europa.
«Lo abbiamo fatto già nel 2016, quando il terrorismo colpiva con particolare intensità il continente europeo. In quei giorni promuovemmo anche la storica iniziativa delle comunità cristiane nelle moschee, l'11 e il 12 settembre, come risposta concreta all'odio, al radicalismo e alla violenza. Continueremo a investire sul dialogo tra culture e religioni perché la sicurezza nasce anche dall'integrazione, dalla conoscenza reciproca e dal rispetto.»
NO A CHI ALIMENTA ODIO E DIVISIONI
Per Aodi è necessario contrastare non solo il terrorismo, ma anche ogni tentativo di sfruttarlo per alimentare nuove contrapposizioni.
«Da troppo tempo assistiamo a chi costruisce consenso politico alimentando paura, diffidenza e ostilità verso il mondo musulmano. Ogni attentato diventa il pretesto per offendere una religione, colpire le donne che indossano il velo, attaccare milioni di cittadini onesti e alimentare l'islamofobia. Questo non è più accettabile e non è più credibile. Combattere il terrorismo significa isolare gli estremisti, non colpire intere comunità perfettamente integrate.»
NO AI PROFESSIONISTI DELLA PROVOCAZIONE E DELLA STRUMENTALIZZAZIONE
Le dichiarazioni di Aodi sono condivise anche da Kamel Belaitouche, presidente della CO-MAI, e dai vicepresidenti CO-MAI Daoudi Tilouani e Neserat Hakim, che ribadiscono la linea della rete associativa.
«Diciamo con chiarezza no ai professionisti della strumentalizzazione e ai professionisti della provocazione, da qualunque parte provengano. Da un lato c'è chi utilizza ogni attentato per costruire consenso politico ed elettorale alimentando paura, odio e divisioni; dall'altro c'è chi pretende di parlare a nome dell'Islam senza alcuna legittimazione, rappresentatività o credibilità, rilasciando dichiarazioni isolate che finiscono soltanto per aumentare la confusione e offrire nuovi strumenti a chi vuole alimentare lo scontro. Entrambi hanno prodotto soltanto danni alle comunità, al dialogo e all'Italia.»
«Noi combattiamo ogni forma di provocazione, di strumentalizzazione, di individualismo, di zona grigia e di radicalizzazione. Da sempre proponiamo soluzioni concrete e inclusive. Siamo stati tra i primi a sostenere, attraverso CO-MAI, Uniti per Unire e AMSI, l'importanza della formazione degli imam ed istituire un Albo per gli imam italiani, della conoscenza della lingua italiana e di percorsi che favoriscano una piena integrazione religiosa e civile, per sottrarre ogni spazio a estremismi e manipolazioni. È questo lo spirito che continua a ispirare il Manifesto Unione per l'Italia: inclusione, dialogo, legalità e contrasto ad ogni forma di terrorismo, estremismo e radicalizzazione.»
UNA BATTAGLIA PORTATA AVANTI SENZA AMBIGUITÀ
Aodi richiama anche uno dei momenti più significativi dell'impegno pubblico della rete associativa contro il terrorismo.
«Tra le iniziative che porto come ricordo molto importante c'è la manifestazione di solidarietà davanti all'Ambasciata di Francia dopo i terribili attentati terroristici. Eravamo presenti al fianco delle istituzioni francesi, mettendoci la faccia senza esitazioni e senza ambiguità per condannare il terrorismo. Lo abbiamo fatto allora e continuiamo a farlo oggi. Ma nello stesso tempo abbiamo sempre denunciato anche il disegno di chi sfrutta il terrorismo per diffondere ostilità verso l'Islam, i musulmani e il mondo arabo in Occidente. Per questo continueremo a difendere insieme sicurezza, legalità, dialogo e convivenza civile, senza arretrare di un solo passo su nessuno di questi principi.»
LA RISPOSTA È L'UNITÀ
«Il terrorismo si sconfigge con la fermezza dello Stato, con la cooperazione internazionale, con la prevenzione della radicalizzazione e con una cultura del dialogo che coinvolga istituzioni, scuole, comunità religiose e società civile. Allo stesso tempo bisogna impedire che il dolore provocato da questi attentati venga trasformato in odio contro milioni di cittadini innocenti. Sarebbe una seconda vittoria per i terroristi, che puntano proprio a dividere le nostre società. Come mondo arabo in Italia continueremo a condannare senza esitazione ogni forma di terrorismo e di estremismo, lavorando ogni giorno per costruire ponti, difendere la convivenza civile e promuovere una cultura di pace, rispetto reciproco e integrazione.»
UFFICIO STAMPA CONGIUNTO Movimento Uniti per Unire – AMSI – Co-mai – UMEM – USEM – AISC NEWS Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.unitiperunire.org www.aiscnews.org Centro Medico Iris Italia – Roma Tel. 06 8862793


