(ASI) Le recenti consultazioni elettorali in Armenia sono seguite con particolare attenzione dalle principali capitali internazionali. Sebbene il voto riguardi la politica interna armena, gli occhi internazionali sono puntati sul risultato, per valutare eventuali implicazioni più ampie, in particolare sugli equilibri regionali e sui rapporti tra Erevan, Mosca, Bruxelles e Washington.
L’Armenia, guidata dal primo ministro Nikol Pashinyan, ha progressivamente intensificato il dialogo sia con l’Unione Europea che con gli Stati Uniti, ma mantenendo al contempo relazioni formali con la Federazione Russa, suo storico alleato politico e militare.
Dopo l’operazione militare condotta nel 2023 dall’Azerbaigian contro le forze separatiste armene del Nagorno-Karabakh, l’entità separatista armena presente nell’area ha cessato di esistere e gran parte della popolazione armena locale ha lasciato il territorio dirigendosi verso l’Armenia. Le Nazioni Unite, l’Unione Europea e numerose organizzazioni internazionali hanno monitorato da vicino gli sviluppi umanitari conseguenti all’esodo della popolazione civile. Tra il 2024 e del 2025 l’Unione Europea ha infatti rafforzato la propria presenza con missioni civili di monitoraggio lungo tutto il confine armeno. La missione EUMA, missione civile europea incaricata di osservare e riferire sulla situazione della sicurezza nelle aree di confine, opera al fine di contribuire alla stabilità e alla riduzione delle tensioni nella regione. Anche gli Stati Uniti hanno incrementato i contatti diplomatici con Erevan. allo scopo di sostenere il processo di normalizzazione tra Armenia e Azerbaigian e ha espresso sostegno ai negoziati finalizzati alla conclusione di un accordo di pace duraturo tra i due Paesi.
Dopo il 2023 Erevan ha avviato una revisione della propria politica estera, aumentando i contatti con l’Unione Europea e gli Stati Uniti, mentre i rapporti con Mosca hanno attraversato una fase di crescente complessità e raffreddamento. Per queste motivazioni qualsiasi consultazione elettorale viene inevitabilmente interpretata, come un indicatore degli orientamenti politici attuali della società armena. Va comunque applicata prudenza alle valutazioni, in quanto non necessariamente l’evoluzione degli equilibri regionali dipenderà dagli sviluppi politici interni all’Armenia, ma anche dal proseguimento dei negoziati tra Erevan e Baku e dal più ampio scenario di sicurezza del Caucaso meridionale.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia

