Energia: Bruxelles apre alla flessibilità; più margini agli Stati per sostenere famiglie e imprese

(ASI) La Commissione europea sta progressivamente ampliando gli strumenti a disposizione degli Stati membri per affrontare d’impatto l’aumento dei costi energetici che nel corso del 2026, sono una tra le principali preoccupazioni economiche su scala globale, a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che generano ripercussioni sui mercati delle materie prime energetiche e conseguenti nuovi aumenti per famiglie e imprese. L'instabilità dell’area ha avuto effetti diretti sui prezzi delle materie prime energetiche e sulle prospettive economiche di numerosi settori produttivi europei. Per questa ragione Bruxelles, nel mese di aprile, ha iniziato una consultazione con gli Stati membri al fine di predisporre nuovi scenari estemporanei sugli aiuti di Stato, intesi come sostegni economici concessi dai governi nazionali a imprese o settori produttivi e rappresentano di fatto, uno degli strumenti più efficaci per consentire interventi rapidi in situazioni di emergenza economica come questa.

In aprile la Commissione ha adottato il Middle East Crisis Temporary State Aid Framework (METSAF), ossia una struttura amministrativa in grado di consentire agli Stati membri di sostenere l’economia europea nel contesto della crisi mediorientale. Bruxelles lo definisce uno strumento mirato e temporaneo, progettato per aiutare i comparti maggiormente colpiti dagli aumenti dei costi energetici: tra questi figurano agricoltura, pesca, trasporto su strada e industrie ad alta intensità energetica, ossia imprese energivore, che consumano grandi quantità di energia per produrre beni, come siderurgia, chimica, metallurgia e manifattura pesante.

La Commissione ha inoltre previsto la possibilità di concedere sgravi fiscali sui costi dell’elettricità alle aziende maggiormente esposte alla concorrenza internazionale, con l’intento di evitare che le differenze di costo dell’energia rispetto ad altre aree del mondo, possano compromettere la competitività dell’industria europea. A tal proposito, anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani si aspetta un via libera europeo per quanto riguarda una maggiore flessibilità fiscale per affrontare il caro energia. Il governo italiano ha infatti chiesto che le spese destinate a contrastare gli effetti dell’aumento dei costi energetici possano beneficiare di margini analoghi a quelli già previsti per la difesa. La Commissione starebbe valutando positivamente la richiesta, subordinandola però all’utilizzo delle risorse per investimenti e non per sussidi permanenti. 

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia 

Foto AI ChatGPT su prompt di Carlo Armanni

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