Hormuz, Trump ordina il fuoco sulle imbarcazioni iraniane

(ASI) La crisi nello Stretto di Hormuz si aggrava ulteriormente: Donald Trump ha ordinato alla Marina statunitense di “sparare e uccidere” qualsiasi piccola imbarcazione iraniana sorpresa a posizionare mine nelle acque dello stretto, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il commercio energetico globale.

L’annuncio è arrivato attraverso un messaggio pubblicato sui social, nel quale Trump ha dichiarato di aver disposto che la US Navy intervenga senza esitazioni contro qualsiasi unità sospettata di ostacolare la navigazione. Il presidente ha inoltre confermato che i dragamine americani sono già operativi nell’area e che le operazioni di bonifica verranno intensificate “a un livello triplo”.

La decisione arriva dopo che i Pasdaran iraniani hanno attaccato tre navi mercantili nello Stretto di Hormuz, sequestrandone due e aumentando ulteriormente la tensione internazionale. Parallelamente, il Pentagono ha annunciato il sequestro di un’altra petroliera collegata al contrabbando di greggio iraniano.

Si tratta della Majestic X, tanker battente bandiera della Guinea, fermato nell’Oceano Indiano tra Sri Lanka e Indonesia mentre era diretto verso Zhoushan, in Cina.

Secondo Washington, la nave era già nota alle autorità statunitensi: in precedenza si chiamava Phonix ed era stata sanzionata dal Dipartimento del Tesoro americano nel 2024 per il trasporto illecito di petrolio iraniano in violazione delle sanzioni contro Teheran. Il Pentagono ha ribadito che continuerà le operazioni marittime globali per interrompere le reti illegali che sostengono economicamente la Repubblica Islamica.

Lo Stretto di Hormuz rappresenta il punto nevralgico della crisi. Attraverso questo passaggio transita circa il 20% di tutto il petrolio e il gas naturale scambiato a livello mondiale. Il blocco quasi totale del traffico marittimo sta già provocando effetti pesantissimi sui mercati internazionali: il prezzo del petrolio è tornato sopra i 100 dollari al barile e il costo del gas e dei carburanti continua a salire in tutto il mondo.

Dal 28 febbraio, data di inizio del conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti, oltre 30 navi sono state attaccate tra il Golfo Persico, lo Stretto di Hormuz e il Golfo dell’Oman. L’aumento dei premi assicurativi, il rischio militare e la paralisi delle rotte commerciali stanno mettendo sotto pressione imprese, consumatori ed economie nazionali.

Nonostante Trump abbia recentemente esteso il cessate il fuoco, i segnali di una vera ripresa diplomatica restano debolissimi. I colloqui di pace ospitati in Pakistan sembrano fermi e Teheran accusa il blocco navale americano di essere il principale ostacolo a una nuova trattativa.

Tommaso Maiorca – Agenzia Stampa Italia

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