(ASI) Il primo mandatario del Messico, Claudia Sheinbaum, ha presentato oggi al Congresso un piano B di riforma elettorale che cerca di ridurre i costi politici e rafforzare la democrazia partecipativa, dopo che il progetto precedente è stato respinto.
La Sheinbaum ha sottolineato che l'obiettivo centrale di questa proposta è eliminare i privilegi nei partiti politici e nell'Istituto elettorale nazionale (Ine) garantendo un risparmio di circa 223 milioni di dollari.
Queste risorse sarebbero poi destinate a rispondere alle esigenze dei cittadini nelle diverse regioni del Paese. Questo Piano B arriva dopo che la riforma elettorale costituzionale è stata respinta dalla Camera dei Deputati, nonostante godesse di un sostegno popolare superiore all'80%.
La riforma mira ad ampliare le consultazioni pubbliche sulle questioni elettorali; il piano, inoltre, prevede che il referendum di revoca si tenga durante il terzo o il quarto anno del mandato presidenziale.
Questa misura consolida il diritto dei cittadini di valutare l'operato dei propri rappresentanti eletti, rafforzando la partecipazione popolare ai processi democratici messicani.
Sheinbaum ha affermato che la presentazione di questo piano risponde al mandato e alla convinzione della Quarta Trasformazione, basata sull'onestà e sull'austerità repubblicana. Il capo dello Stato ha dichiarato che l'iniziale rifiuto della proposta costituzionale non rappresenta una sconfitta, bensì una riaffermazione dell'impegno del suo governo a non tradire il popolo messicano.
La riforma elettorale originaria, che mirava all'elezione diretta dei seggi proporzionali alla Camera dei Deputati e al Senato, è stata bloccata alla Camera dei Deputati per non aver raggiunto la maggioranza qualificata necessaria. Pur avendo ottenuto 259 voti a favore, principalmente da Morena, l'opposizione, grazie a 234 deputati, ha impedito l'approvazione della modifica costituzionale.
Con la presentazione di questo Piano B, il governo messicano ribadisce la sua strategia di modificare la struttura dei costi elettorali e democratizzare le istituzioni elettorali attraverso la legislazione secondaria.
Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia


