Nonostante le resistenze nazionali, l’UE avanza verso l’intesa con il Mercosur

(ASI) Nonostante l’opposizione di alcuni Stati membri dell’Unione Europea e di settori economici all’interno del mercato unico europeo, l’Unione Europea (UE) e il Mercosur, il blocco sudamericano composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, stanno avanzando verso la firma di un accordo di libero scambio di portata storica.

Lo scorso 9 gennaio, i rappresentanti dell’UE hanno ottenuto l’approvazione da parte dei governi nazionali per procedere alla firma formale dell’accordo con il Mercosur, che coinvolge circa 700 milioni di cittadini e un quarto del prodotto interno lordo mondiale.

Tuttavia negli ultimi mesi il negoziato interno all’UE ha dovuto affrontare profonde fratture e divisioni tra i vari Stati membri, in particolare per il timore di impatti negativi sull’agricoltura e più in generale sull’occupazione rurale. Francia, Irlanda, Polonia, Austria e Ungheria sono stati tra i Paesi più avversi alla situazione, votando contro l’approvazione del mandato all’accordo nel Consiglio dell’UE. Le opposizioni non si sono verificate soltanto nei luoghi di comando istituzionali, ma sono arrivate anche dai cittadini. In Francia migliaia di agricoltori hanno promosso proteste con trattori a Parigi e blocchi stradali nel paese, sostenendo che l’accordo favorirebbe importazioni di prodotti agricoli a basso costo da territori dove le normative ambientali e sanitarie sono considerate meno rigide di quelle europee. Anche in Grecia e Irlanda manifestazioni analoghe hanno portato a blocchi stradali e richieste di tutela per il settore zootecnico e dell’allevamento. Di diverso avviso i fautori dell’intesa, guidati da Germania e Spagna, che sostengono che l’accordo rafforzerà l’accesso ai mercati esteri per i prodotti industriali europei, faciliterà l’importazione di materie prime particolarmente critiche (come litio o grafite fondamentali per la transizione energetica) e diluirà la dipendenza dalle catene di fornitura centrate su Stati Uniti e Cina.

A tal proposito il Parlamento europeo ha adottato misure di salvaguardia per cercare di mitigare i potenziali effetti dell’accordo sugli agricoltori comunitari, includendo la possibilità di sospendere temporaneamente preferenze tariffarie su prodotti sensibili come carne bovina e pollame se si dovessero verificare degli squilibri in grado di danneggiare i produttori europei.

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia

 



Foto AI Sora su input Carlo Armanni

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