(ASI) Non si fermano le proteste in Iran. Almeno 100 cittadini sono stati arrestati, in più di 100 giorni di proteste, nel loro Paese contro il governo. Gli accusati devono far fronte a delle accuse che comportano la pena di morte.
L’ente Iran Human Rights, Ong organizzazione con sede a Oslo, ha riferito che 13 di loro sono già nel braccio della morte. "Emettendo condanne a morte e giustiziando alcuni manifestanti, le autorità vogliono che le persone tornino a casa", ha detto il direttore di tale realtà, Ihr Mahmood Amiry-Moghaddam, ricordando che "la strategia delle autorità è instillare paura con le esecuzioni".
"Non mostreremo misericordia ai nemici". Lo ha dichiarato nel corso di una cerimonia il presidente iraniano Ebrahim Raisi, riferendosi alle proteste antigovernative nel Paese che sono organizzate, a suo parere, dal “nemico sionista” (cioè Israele) e dagli Stati Uniti.
ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione