(ASI) Non si fermano le violenze in Iraq. Circa 120 persone sono rimaste ferite, nelle ultime ore a Baghdad, in scontri tra polizia e seguaci di partiti filo-iraniani. Sono mobilitati da settimane per protestare contro quelli che definiscono "brogli" alle recenti elezioni legislative del 10 ottobre scorso. 

I feriti sono stati, secondo i media locali, 125. Ben 96 di questi sono poliziotti e una trentina di manifestanti. Ma sui loro rispettivi profili sui social network, i partiti sciiti filo-iraniani affermano che "due manifestanti sono stati uccisi dagli agenti".

Secondo queste fonti la polizia ha aperto il fuoco direttamente nei confronti dei dimostranti. Non è possibile verificare in maniera indipendente i bilanci provvisori di quanto è accaduto.

Questi si sono verificati dopo più di due settimane di tensione nel centro di Baghdad, dove seguaci dei partiti sciiti vicini all’ Iran si sono mobilitati in sit-in permanenti per protestare dopo la sconfitta elettorale subita a ottobre. Rispetto alle elezioni del 2018, questi partiti armati e sostenuti da Teheran hanno perso più di 30 seggi (sui 329 totali) anche a causa della significativa perdita di consenso di questi partiti da parte della popolazione sciita dell'Iraq centro meridionale.

La commissione elettorale irachena ha finora esaminato numerosi ricorsi accogliendo alcuni e respingendone altri. 

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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