(ASI) La pace mediorientale e globale pare essere sempre più a rischio. La speranza è che questa battaglia navale a distanza non si traduca in un’ iniziativa bellica a tutto campo.

Una "nave commerciale iraniana", la Saviz, è stata "leggermente danneggiata nel Mar Rosso" ieri in seguito ad un'esplosione che è adesso oggetto di un'inchiesta. La notizia è stata riferita, oggi in un comunicato, dal portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Saïd Khatibzadeh. L'esplosione si è prodotta "nei pressi delle coste di Gibuti martedì 6 aprile verso le 6 del mattino ora locale", ha aggiunto.

Il New York Times ha specificato questa mattina che Gerusalemme ha confermato a Washington la propria responsabilità in merito all’ accaduto, sottolineando che si è trattata di una rappresaglia per i precedenti attacchi compiuti dalla Repubblica Islamica contro mezzi di Gerusalemme. Il quotidiano della Grande Mela ha citato un ufficiale Usa coperto da anonimato

Dobbiamo difenderci.” Ogni volta che c'è una sfida operativa o una necessità operativa, continueremo ad agire". Lo ha detto, nel pomeriggio, il ministro della Difesa dello Stato ebraico, Benny Gantz, citato dal giornale Times of Israel. Il componente del governo di Benjamin Netanyahu non ha voluto dunque commentare, come sempre in questi casi, l’ evento di 48 ore fa.

C’è l’ auspicio affinchè l’ azione diplomatica produca buoni frutti. L’ Onu ha chiesto alle nazioni coinvolte la "massima moderazione" al fine di evitare una potenziale ecatombe. Lo ha dichiarato, in serata, il portavoce Stephane Dujarric. Tutti – ha evidenziato - devono "esercitare la massima moderazione e astenersi da ogni azione che possa produrre un' escalation". Quest’ ultima avrebbe infatti conseguenze molto gravi a livello regionale e planetario, rompendo i già fragili equilibri su cui l’ intera comunità internazionale prova, con molta fatica, a tenersi in piedi.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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