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(ASI) Per la Farnesina, nell'assicurare il suo forte e convinto contributo all'attività della Corte Penale Internazionale dell'Aja, "l'Italia continuerà coerentemente, insieme ai propri alleati e partner, il proprio impegno nella missione internazionale per aprire la strada ad una soluzione politica e pacifica della crisi libica, per realizzare una Libia democratica ed unita, senza Gheddafi".

 E' quanto scrive, fra l'altro , il ministro Franco Frattini sul suo blog Diario italiano osservando come "la decisione della Corte sulle responsabilità del regime libico conferma la legittimità della missione umanitaria della Nato in Libia, su mandato Onu. "Nelle emergenze umanitarie provocate da atti di repressione di dittatori verso il proprio popolo - sottolinea il Ministro - spetta alla comunità internazionale la 'responsabilità di proteggere'". Frattini sottolinea ancora come la decisione dei giudici dell'Aja del Cpi "conferma le gravi responsabilità di Gheddafi, di suo figlio Saif e del suo genero Al Senoussi per i crimini commessi dalle forze armate libiche contro gli oppositori al regime, a partire dal 15 febbraio. Crimini contro l'umanità: a Tripoli, Bengasi e Misurata".

La situazione in Libia e' stato uno dei temi al centro dei colloqui che il Ministro Frattini ha avuto alla Farnesina con i colleghi dell'Estonia Urmas Paet e canadese John Baird reduce da una missione a Bengasi, dove ha avuto colloqui col Cnt (Consiglio Nazionale Transitorio di Bengasi). In entrambi i colloqui e' stato confermato il sostegno, anche finanziario, al Cnt e proseguire nella missione internazionale per accelerare la strada ad una soluzione politica, senza Gheddafi.

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