(ASI) Nei giorni scorsi il Senato argentino ha approvato a maggioranza l’ingresso di soldati statunitensi in territorio nazionale nell'ambito dell'esercitazione Cormoran.


Il voto del Senato si è reso indispensabile dal momento che questa operazione va a modificare il Programma di Esercitazioni Militari Combinate che calendarizza le eseritazioni militari fino al 31 agosto del prossimo anno. Ora la parola definitiva spetta alla Camera dei deputati che nei prossimi giorni, salvo sorprese, dovrebbe dare il via libera.
Le esercitazioni militari si realizzeranno, secondo il progetto, nelle basi aeronavali "Almirante Zar", della città di Trelew, nella provincia di Chubut, dove in passato l'esercito del paese indiolatino ha messo in atto un’opera di repressione contro la comunità indigena Mapuche.
Tra i principali sostenitori dell'iniziativa il presidente Mauricio Macri oltre che dal capo del Gabinetto dei Ministri Marcos Peña, dal ministro di Affari Esteri Jorge Marcelo Faurie e dal ministro della Difesa, Oscar Aguad.
Nonostante i vertici del paese sostengano la possibilità per le truppe Usa di operare nel paese diverso il parere della popolazione.
Il Segretario Generale dell'Associazione di Lavoratori dello Stato (ATE) e della Centrale di Lavoratori dell'Argentina (CTA) Autonoma della provincia di Río Negro, Rodolfo Aguiar, di fronte alla richiesta del presidente Macri di autorizzare l’ingresso dell'armata statunitense in Patagonia, ha affermato: "Queste forze militari straniere arriveranno per tutelare gli interessi dei Lewis e dei Benetton. La sanzione di questa legge è altamente suggestiva e dobbiamo impedire che sia approvata proprio nel contesto di repressione e morte che stiamo vivendo nella Patagonia".

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

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