(ASI) Bogotà – Le FARC-EP della Colombia finiscono la loro storia. Il più longevo gruppo paramilitare dell’America Latina, termina la sua esperienza per diventare un partito politico a tutti gli effetti.

Questa è la decisione presa al congresso di Bogotà chiusosi l’1 settembre, l’ultimo per la storica sigla Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia - Ejército del Pueblo (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia - Esercito del Popolo). Infatti la nuova veste politica ha assunto un nuovo nome simile nell’acronimo, per dare una continuità storica e valoriale con il proprio passato, ma diverso nella coniatura: Fuerza Alternativa Revolucionaria del Común – FARC (Forza Alternativa Rivoluzionaria di Colombia). Il leader Rodrigo Londoño, riconfermando l’ideologia ispiratrice del Marxismo-leninismo e del Bolivarismo, spiega sulla sua pagina di Twitter che la nuova FARC lavorerà per il popolo e sarà del popolo, lotterà contro la corruzione e punterà sull'arte a la cultura quali obiettivi chiave per lo sviluppo del paese.

Un mezzo secolo di lotta armata, tanto è durata l’attività paramilitare delle FARC. Vennero costituite nel 1964. Il 27 maggio di quell’anno durante l'Operazione Marquetalia, un’imponente operazione militare dello Stato colombiano, effettuata con l’appoggio degli USA, atta a schiacciare con la forza i tentativi di auto-organizzazione agraria contadina che si erano sviluppati nelle regioni Tolima e Huila, accusate dal governo di rappresentare un pericolo per l’unità nazionale, in quanto "inaccettabili repubbliche indipendenti". Ben 16.000 soldati dell’Esercito colombiano vennero impiegati in quella sanguinosa operazione governativa. In seguito i sostenitori di quelle esperienze, scampati alla repressione, capitanati da Manuel Marulanda Vélez, stabilirono che la resistenza e la lotta armata nello stile della guerriglia mobile, erano il solo mezzo per portare in Colombia il cambiamento e le riforme strutturali che la popolazione chiedeva. Il loro scopo era abbattere l'ordinamento statale colombiano per instaurare una democrazia popolare e socialista.

Federico Pulcinelli – Agenzia Stampa Italia

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