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(ASI)Lettera in Redazione - Negli ultimi tempi è in forte crescita il contenzioso nel settore della telefonia, in particolare con il gestore Vodafone. Nel dettaglio è aumentato il volume complessivo delle vertenze relative a diverse tematiche: 1. Contratti attivati senza l’esplicito consenso dell’utente (la maggior parte avviene attraverso le telefonate a casa dei cittadini).

2. Difformità contrattuale rispetto alle condizioni pubblicitarie proposte,

3. Reiterate fatturazioni non dovute,

4. Totale inadeguatezza del call center di supporto per i cittadini/utenti,

5. Attivazione di Società di recupero credito alle quali viene ceduto il credito medesimo, con applicazione di tassi al limite dell’usura.

Ma l’atteggiamento più sconcertante è il totale rifiuto di assumersi le proprie responsabilità, rendendosi disponibili a chiudere le controversie.

La nostra Associazione vanta un primato invidiabile: siamo riusciti a chiudere il contenzioso tra utenti e aziende con risultati soddisfacenti per i cittadini attraverso le conciliazioni.

Oltre il 95% dei casi ha trovato rapida soluzione tramite conciliazioni paritetiche, l’87% delle pratiche, invece, è stata risolta in sede di Corecom.

Così non è per Vodafone!

Denunciamo da tempo, anche alle Autorità, ai Corecom e all’Agcom le sempre maggiori difficoltà a chiudere con volontà conciliativa da parte di Vodafone e, conseguentemente, l’aumento del ricorso alle conciliazioni in sede di Corecom.

Ma non finiscono ancora le disavventure dei clienti che hanno avviato una vertenza con Vodafone: anche in presenza di un pronunciamento definitivo o di una transazione, i tempi di liquidazione si allungano paurosamente.

Di fronte a questo scenario, chiediamo che l’Autorità garante assuma provvedimenti immediati, per garantire agli utenti il rispetto dei loro diritti.

 

 

 

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