I trimestre 2025: famiglie, imprese e finanza pubblica tra crescita e segnali di rallentamento

(ASI) In data 30 giugno 2025, l’ISTAT ha pubblicato il report sul primo trimestre 2025, offrendo un quadro aggiornato su finanza pubblica, famiglie e società non finanziarie, tra crescita del reddito delle famiglie, propensione al risparmio e andamento dei profitti delle imprese.

Il primo trimestre del 2025 presenta un quadro economico misto, con segnali contrastanti tra finanza pubblica, famiglie e imprese non finanziarie.

Dal lato delle amministrazioni pubbliche, l’indebitamento netto si attesta al -8,5% del Pil, in leggero peggioramento rispetto al -8,2% dello stesso periodo del 2024. L’incremento delle uscite, pari al 4% rispetto al primo trimestre 2024, supera quello delle entrate (+3,8%), generando un saldo primario negativo, seppure in lieve miglioramento rispetto all’anno scorso (-4,7% vs -4,8%). La pressione fiscale sale al 37,3%, +0,5 punti percentuali rispetto al 2024, confermando lo sforzo del sistema pubblico di reperire risorse.

Le famiglie consumatrici continuano a beneficiare di una ripresa del potere d’acquisto: il reddito lordo disponibile cresce dell’1,8% rispetto al trimestre precedente e, al netto dell’inflazione (+0,9%), il potere d’acquisto registra un +0,9%. La spesa per consumi aumenta dell’1,2%, inferiore alla crescita del reddito, favorendo un incremento della propensione al risparmio, stimata al 9,3%, +0,6 punti rispetto al trimestre precedente. Gli investimenti delle famiglie restano stabili all’8,9%, con una crescita degli investimenti fissi lordi del 2%.

Sul fronte delle società non finanziarie, la quota di profitto scende leggermente al 42,1%, seguendo un trend di flessione iniziato sette trimestri fa, mentre il tasso di investimento cresce al 22,4%, +0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, sostenuto da un incremento dell’1,4% degli investimenti fissi lordi.

In sintesi, il primo trimestre del 2025 mostra una finanza pubblica sotto pressione, famiglie resilienti con propensione al risparmio in aumento e imprese non finanziarie in leggera contrazione dei profitti ma con investimenti in lieve crescita. La lettura congiunta dei dati evidenzia un’economia in fase di assestamento: le famiglie mantengono consumi e risparmi su livelli stabili, mentre le società affrontano margini più ridotti, con investimenti che provano a sostenere la crescita futura.

Tommaso Maiorca – Agenzia Stampa Italia

 

Fonte: Istat

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