Uno più uno fa undici di Elisa Fossati

(ASI) Fin da bambini ci insegnano che uno più uno fa due. È una certezza. Una regola. La matematica non lascia spazio a interpretazioni.

Eppure mi piace pensare che, almeno nelle relazioni, uno più uno faccia undici.
Perché due persone non dovrebbero smettere di essere se stesse per stare insieme.
Troppo spesso abbiamo immaginato l’amore come una fusione. Due vite che diventano una sola, due identità che si confondono fino quasi a non distinguersi più.

Ma forse non è questo l’amore.
L’amore più bello è quello in cui ciascuno continua a essere “uno”, con i propri sogni, le proprie passioni, le proprie fragilità, la propria libertà.
Due persone che non si annullano, ma si affiancano.

Ed è proprio per questo che mi piace il numero 11, perché è formato da due “1”.
Sono vicini e camminano nella stessa direzione, ma nessuno dei due perde la propria forma.
È questa la forza di un legame autentico.

Per anni abbiamo pensato che amare significasse trovare la propria metà. Oggi credo che sia qualcosa di diverso: due persone complete che scelgono di condividere un pezzo di strada.
Non perché abbiano bisogno l’una dell’altra per esistere, ma perché insieme la vita diventa più ricca.

Forse, allora, uno più uno non fa 2, fa 11.

Perché l’amore non nasce quando due persone smettono di essere una, nasce quando due persone restano se stesse e scelgono, ogni giorno, di camminare una accanto all’altra.

 

 

 

 

 

 

 

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