Sigrid Plattner dona la sua “Ultima Cena” alla Santa Sede  di Paolo Bianchi

(ASI) L’artista altoatesina Sigrid Plattner, già nota alle cronache artistiche per la sua personali(tà creativa fuori dagli schemi e per opere di grande impatto emotivo, torna oggi al centro dell’attenzione con un gesto di forte valore simbolico e spirituale.

La sua monumentale interpretazione de “L’Ultima Cena”, realizzata in mosaico e dalle dimensioni imponenti di circa tre metri per un metro e mezzo, è stata ufficialmente donata alla Santa Sede, suscitando grande interesse da parte della stampa, della critica d’arte e degli ambienti culturali vicini al Vaticano.

L’opera era già stata accolta con entusiasmo durante la Biennale di Milano – International Art Meeting, evento che ha riunito artisti provenienti da ogni parte del mondo. Proprio quella straordinaria creazione apriva la grande manifestazione artistica milanese accanto al Duomo, collocata all’ingresso principale come simbolo di accoglienza, spiritualità e dialogo universale.
Fin dal primo sguardo, il mosaico aveva colpito il pubblico per la sua intensità visiva, la ricchezza dei dettagli e la profonda sensibilità espressiva.

Una composizione potente, costruita attraverso un linguaggio contemporaneo ma capace di mantenere intatta la sacralità del tema evangelico.
Platner, artista di Bolzano, da sempre impegnata anche nel sociale, ha spesso affrontato nelle sue mostre temi legati all’umanità, alla solidarietà, alla sofferenza e alla speranza. Con questa donazione ha voluto rendere omaggio al Santo Padre e alla Santa Sede attraverso un’opera sentita, nata da una forte partecipazione interiore e da un autentico spirito di condivisione.
La scelta di affidare al Vaticano questa creazione artistica rappresenta non soltanto un atto di generosità, ma anche il desiderio di lasciare un messaggio universale di pace, spiritualità e fratellanza.
Il clamore suscitato dalla notizia conferma ancora una volta quanto l’arte, quando nasce dal cuore e dalla ricerca autentica, riesca ancora oggi a emozionare e a unire le persone oltre ogni confine culturale e religioso.

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