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(ASI)Perugia - Corpus Domini. L'’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti: «Privatizzando il cristianesimo noi facciamo il gioco di chi vorrebbe chiuderci in casa, di chi pensa che noi, come cristiani, non abbiamo più nulla da dire o da proporre alla società di oggi. E perfino la domenica diventa un giorno come gli altri». «Mi sono domandato spesso: “Cosa Gesù poteva fare di più per noi? Nell’'Eucaristia ci mostra un amore che va fino all’'estremo, un amore che non conosce misura”. Lui nell’'Eucaristia ci ripete “fate questo in memoria di me!”. Il fare memoria, il vero ricordare, vuol dire riportare al cuore. Ma noi come partecipiamo alla messa? Ha detto il beato Giovanni Paolo II: “La Chiesa vive dell'’Eucaristia. Il divin sacramento ha continuato a scandire le sue giornate, riempiendole di fiduciosa speranza”. Possiamo noi sinceramente dire che l'’Eucaristia riempie la nostra vita? L'’Eucaristia è una memoria viva, che spinge a fare sempre nuove cose ad impegnarsi: ci stimola a cambiare, ad essere persone nuove». Così l’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti nell’'omelia pronuncia in una gremita cattedrale di San Lorenzo in Perugia, domenica 2 giugno, solennità del Corpus Domini.

 

«Nell’Eucaristia – proseguito l’arcivescovo – troverete la forza per continuare il vostro cammino, la pazienza e la forza di affrontare le ingiustizie, le cattiverie, le difficoltà di ogni genere, anche all’interno delle nostre famiglie. Nell’'Eucaristia troverete il coraggio per impegnarvi a testimoniare la vostra fede.… Si viene in chiesa per ricevere il Signore e si esce per donarlo ai fratelli amando e servendo il prossimo».

Poi il vibrante richiamo di mons. Bassetti a non perdere l’identità della fede cristiana in un’'epoca di profonda crisi valoriale.

«Purtroppo, oggi, da parte di molti cristiani – ha evidenziato il presule – c'’è la tendenza a ridurre la propria identità di fede ad un fatto privato, ad un rapporto soltanto personale con Dio e con la Chiesa. E così perdiamo la nostra identità. Privatizzando il cristianesimo noi facciamo il gioco di chi vorrebbe chiuderci in casa, di chi pensa che noi, come cristiani, non abbiamo più nulla da dire o da proporre alla società di oggi. E perfino la domenica diventa un giorno come gli altri. Riappropriamoci, perciò, della domenica, giorno del Signore, giorno della Chiesa, giorno dell'’uomo, giorno della festa, giorno del riposo!». E mons. Bassetti ha aggiunto: «difendiamo la domenica! In essa possiamo recuperare tanti valori: noi abbiamo bisogno della luce che ci viene dalla Parola di Dio e della forza che si sprigiona dal pane eucaristico. Dal banchetto eucaristico viene la forza per vivere, per curare ferite e discriminazioni. Se la nostra vita è un viaggio, l'’Eucaristia è il pane per questo viaggio: il viatico!».

Nell’'evidenziare la sempre numerosa partecipazione di fedeli alla solennità del Corpus Domini, mons. Bassetti ha detto: «Oggi vogliamo essere tutti adoranti davanti alla Santissima Eucaristia, solennemente esposta e portata in processione per le nostre strade. Possa ognuno di noi rinnovare il proprio atto di fede e la sua personale offerta. Che la nostra amata Perugia, oggi prestata all'’Eucaristia, sia santificata dalla divina presenza, ritrovi la sua anima cristiana e quella pace che tanto va cercando».

A inizio celebrazione, l’'arcivescovo ha esordito dicendo: «è bello vedere in cattedrale, nel giorno della solennità del Corpus Domini, tutta la grande famiglia diocesana per esprimere la sua lode a Gesù nell’'Eucaristia. Saluto con affetto le confraternite cittadine e della comunità peruviana, gli operatori dell’'Unitalsi, del Centro volontari della sofferenza (Cvs) e della Croce Rossa, i giovani Scout dell’'Agesci, i membri degli ordini cavallereschi di Malta e del Santo Sepolcro, i sacerdoti, i religiosi e le religiose della città. In particolare, saluto i bambini presenti che recentemente hanno ricevuto la Prima Comunione. E la S. Messa del Corpus Domini possa riempire i vuoti del nostro cuore». Questa «grande famiglia diocesana» ha animato, al termine della celebrazione in San Lorenzo, l’'ultrasecolare processione con il Santissimo Sacramento per le vie principali del centro storico fino alla basilica di San Domenico, sostando in preghiera davanti alle sedi delle Istituzioni civili e politiche del capoluogo umbro.

 

 

 

 

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