(ASI) Il governo degli Emirati arabi uniti ha dato il via libera ai lavori di costruzione del primo impianto nucleare.
Il Paese del Golfo Persico riesce a mantenere un precario equilibrio tra una legislazione conservatrice (è in vigore la Sharia) e i legami con l'Occidente testimoniati da ingenti investimenti finanziari e turismo di lusso, in gran parte d'origine statunitense.
Sono proprio i consumi elettrici delle sue città più lussuose, destinati ad aumentare notevolmente secondo molte stime, a suggerire al governo di Abu Dhabi di ricorrere a fonti di energia alternative al petrolio. Tuttavia, l'ipotesi che gli Emirati arabi uniti, anche alla luce della recente inaugurazione del modernissimo sistema di difesa aerea THAAD, stiano valutando un uso bellico delle tecnologie nucleari non va sottovalutata. La comunità internazionale, così sollecita a monitorare il programma nucleare iraniano, non sembra preoccuparsi di questo scenario.
A realizzare il progetto multimilionario, il consorzio sudcoreano Kepco che ha vinto l'appalto a dicembre 2009. La prima centrale nucleare emiratina sara' dotata di quattro reattori da 1,400 megawatt. Il primo di questi comincera' ad operare nel 2017, gli altri nel 2020.
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