(ASI) Il notiziario on-line israeliano Ynet riporta la notizia che uno dei sei sospettati, arrestati dalla polizia di Gerusalemme in relazione al ragazzo Palestinese bruciato vivo, ha confessato l’omicidio ed ha fatto i nomi dei suoi complici.
Dalle indagini è altresì emerso che il gruppo aveva tentato, il giorno prima dell’omicidio, di rapire un altro ragazzino di 9 anni che passeggiava a Beit Hanina con la madre.
Solo la reazione disperata della donna, la fuga del fanciullo ed il sopraggiungere di altre persone ha dissuaso i rapitori che si sono dati alla fuga in auto.
I sei arrestati apparterrebbero ad un gruppo estremista politico nazionalista israeliano.
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