(ASI) Perugia. Un momento di confronto sui delicati temi dell'economia circolare, della sostenibilità ambientale e delle nuove sfide della gestione dei rifiuti si è vissuto ieri pomeriggio presso il POST – Perugia Officina della Scienza e della Tecnologia (Via del Melo, Perugia),
L'incontro è stata l'occasione per presentazione del libro "Il principio di non arrecare un danno significativo all'ambiente", scritto da Urbano Barelli, Presidente di Gesenu Spa.
Al centro di questo appuntamento c'era dunque il principio DNSH (Do No Significant Harm), ovvero il principio di non arrecare un danno significativo all'ambiente, che rappresenta uno dei pilastri delle politiche europee per la transizione ecologica ed è un requisito prioritario e vincolante per tutti gli investimenti finanziati con fondi dell'Unione europea.L'introduzione spetta a Giuseppe Severini, presidente del Centro Studi Giuridici e Politici della Regione Umbria nonché Presidente Emerito di Sezione del Consiglio di Stato: "Nell'autunno del 2024 e 2025 si sono tenuti due convegni sul principio non arrecare danno all'ambiente. Serve assumersi questa responsabilità. Molto difficile capire cosa sia danno all'ambiente e la sua significatività". Severini ha poi aggiunto: "È un principio che introduce la regola che tutto ciò che si innova deve contribuire alla salvaguardia dell'ambiente. Gesenu è società partecipata al 45% dal comune di Perugia e 55 dal socio privato. Qui si incontra la dimensione virtuosa. Due interessi privato e pubblico che possono cozzare tra di loro si incontrano".
La parola poi ad Urbano Barelli, che spiega che come questo volume giunga al termine di "un lungo percorso che abbiamo in larga parte condiviso. DNSH non è un principio facile poiché si applica a tutti i fondi europei e al bilancio pluriennale dell'Unione Europea. Il green deal come obbiettivo riduce il 50% di gas serra, 90% nel 2024 e per arrivare alla neutralità climatica nel 2050. Serve uno strumento che li guida e una metrica per governare il percorso e se possibile misurarlo". L'ex vicesindaco del capoluogo ha poi aggiunto: "La transizione ecologica è un passaggio epocale. Certe modalità di gestione economica e pubblica deve essere riviste con criteri specifici. Occorre dare spazio all'economia circolare. I rifiuti sono l'aspetto in cui meglio si manifesta e vanno visti come risorsa e recuperati. L'Italia ha il tasso di economia circolare più alto d'Europa, ovvero il circa 20%. Questo libro testimonia la volontà di esserci e avere sintonia con UE che in passato si poneva eccessiva attenzione al mercato. Oggi quest'ultimo è passato in secondo piano perché il principale obiettivo è la neutralità climatica. Senza un pianeta vivibile non ci possono essere economia e finanza. Come Gesenu abbiamo gettato il cuore oltre l'ostacolo perché le imprese dei rifiuti hanno un ruolo da protagoniste. Per questo abbiamo sentito la necessità di essere presenti".
Il principio DSNH è oggetto di discussione da parte di Luisa Cassetti, professoressa di istituzioni di diritto pubblico presso l'Università di Perugia: "Nel 2024 e 2025 devo dire che non era studiato e approfondito in maniera adeguata. C'era uno scarto tra tecnica relazionale europea e criterio generale di azione, risolto con una procedura amministrativa molto snella. La ricerca usa le fonti del diritto e non sostanze pericolose. Tutti abbiamo dovuto certificare che la nostra ricerca fosse coerente. Questo tipo di vincolo europeo è lo specchio della percezione che molti hanno verso il green deal. C'era una totale consapevolezza che la transizione ecologica, che ponesse al centro la vivibilità dell'ambiente, fosse necessaria. Ci sono norme, regolamenti e direttive che devono essere recepite negli stati membri. Il diritto italiano in materia di ambiente deve molto alle norme europee scritte nei trattati. E' importante seguire le regole di fondo che l'Europa scrive negoziando con gli stati membri".
L'importante ruolo dell'economia circolare è ribadito anche da Andrea Farì, Avvocato Ricercatore in diritto amministrativo dell'Università Pegaso: "Raramente si è vista una presidenza attenta ai temi di studio. È facile fare un inquadramento nel momento dei quarant'anni dall' istituzione del Ministero dell'Ambiente (anniversario caduto due giorni fa ndr). Il 3 aprile scorso sono trascorsi invece vent'anni dall'adozione del codice dell'ambiente. L'unico tema battuto era quello della gestione dei rifiuti (era il 1986). Oggi parlando di economia circolare menzioniamo un tema che si sta avvicinando alla sicurezza nazionale e incide su altre tematiche come politica estera. Questa logica di approvvigionamento di materiali muove l'economia circolare, andandoli a cercare nei nostri beni di produzione. Importante è la pianificazione di tutte le attività industriali. Occorre costruire una simbiosi con il territorio a seconda del fabbisogno. Tutti gli operatori, pubblici e privati, devono avere un cambio di prospettiva per operare sul territorio. L'economia circolare è strategica per la sicurezza nazionale".
A chiudere Antonio Bartolini, Avvocato e Professore di Diritto Amministrativo presso l'Università di Perugia che ha rivelato: "Questo progetto è partito nel 2020, quando mi sono incontrato con Urbano ed ero stato nominato project manager della Regione Lombardia ed ha condizionato la più grande operazione economica messa in piedi in Italia dal dopoguerra ovvero il Pnrr. L'obiettivo fissato, ovvero l'80% del target, è stato raggiunto". Bartolini ha poi spiegato: "Il
DNSH è il nostro orgoglio. Nel 2019 si dava l'idea di un moto lineare che non doveva trovare ostacoli. Questo approccio non ha fatto bene alle varie transizioni (ad esempio intelligenza artificiale e mondo digitale) ma i meriti sono indiscutibili, tant'è che ce lo dobbiamo tenere stretto perché vicino al criterio di transizione. E' necessario un processo di adattamento perché se le cose non dovessero andare bene si può tornare indietro, oltre che un principio di bilanciamento che ci impone una visione pragmatica delle transizioni".
Enrico Fanelli - Agenzia Stampa Italia

