(ASI) 09-09-2011 - C’è tutta la Nuova Zelanda in questa cerimonia, quella vera, quella della tradizione Maori, poco spazio a quella dei colonizzatori.

 Una cerimonia che esalta la fierezza e la tradizione millenaria di un popolo guerriero, un popolo combattente ma soprattutto accogliente. Tutta la cerimonia è incentrata nella cultura e nei simboli Maori, sul prato dell’Eden Park si “srotola” uno schermo che proietta da subito il “fratello” mare, che nella cultura Maori si trasforma in pietra di Giada per facilitare l’approdo agli amici in arrivo da tutto il mondo, arrivo rappresentato da delle stilizzazioni di piroghe altro simbolo Maori, poi squali martello, lava, fuoco, vulcani e ballerini in vesti maori, si intrecciano in una danza che culmina con la prima Haka dell’inaugurazione, quella fatta dalla tribù che viveva sulle terre dove ora sorge l’Eden Park e Auckland la capitale. Poi un ricordo del terremoto che da poco ha colpito la Nuova Zelanda, con un ragazzo che sfida indossando la maglia della provincia di Canterbury(provincia più colpita dal terremoto), cento rugbisti tutti neri sul campo sconfiggendoli arrivando alla meta. Sulla linea di meta ad attendere il ragazzo Jonah Lomu, ex-campione All Blacks, che lo accompagna poi verso un palco che è una riproduzione della Webb-Hellys cup di 7 metri, passeggiando su una lista di nomi di rugbisti protagonisti delle scorse competizioni iridate, tra i quali oltre lo stesso nome di Lomu spicca il nome di Marcello Cutitta protagonista del rugby tricolore del passato. La cerimonia procede poi con i discorsi inaugurali del primo ministro Neozelandese John Key, e del presidente dell’IRB Bernard Lapasset. Subito dopo inizia l’inno ufficiale del mondiale cantato dalla artista Neozelandese Rya Hall, accompagnata da 50 percussionisti provenienti dalle isole Cook, 100 suonatori di ukulele, e un coro di 350 artisti. Subito dopo l’ultima Haka interpretata da una selezione di tutte le tribù neozelandesi accompagnata dai fuochi d’artificio, poi la festa si trasferisce in ogni angolo della città, e la bellissima sky-line di Auckland viene illuminata a giorno da spettacoli pirotecnici e invasa da un concerto che suona da più angoli della città, e tutto inizia a danzare, dai grattaceli ai sobborghi fino al porto dove danzano i carrelli elevatori ed anche i rimorchiatori nella baia. Di li a poco subito dopo la cerimonia inizia la vera essenza di tutto ciò, inizia il rugby giocato, ed a dare il via alle danze sono proprio la squadra essenza di questo sport, i padroni di casa gli All-Blacks, che nella partita iniziale si scontrerà con i cugini del Pacifico di Tonga, uno scontro tra due popoli simili, tanti All-Blacks hanno origini tongane, lo stesso Lomu è di padre tongano, una sfida quindi piena di fascino, dove a scontrarsi nel pre-gara saranno anche le Haka.