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Calcio. Lo scudo inglese al Mancio. Dopo 40 anni il Manchester City si aggiudica il Community shield

(ASI) Derby tutto italiano per la finale del Community shueld. Il Manchester City di Roberto Mancini, vincitrice della Premier league sfida i detentori della Coppa d’Inghilterra, nonché campioni d’Europa del Chelsea di Roberto Di Matteo. La squadra del sceicco Mansur e del magnate Abramovich si affida dunque a due vecchi amici ai tempi della Lazio. Le squadre non sono al completo ed entrambe attendono rinforzi davanti.

 

Il Mancio si affida a Tevez, Nasri con Balotelli in tribuna e lo scontento Dzeko in panchina, Di Matteo carica il super campione d’Europa Torres, definendolo il nuovo Drogba. Il Manchester City fa sua la partita ed è sempre pericoloso con il pimpante e desiderato dal Milan Tevez. Nel primo tempo non si riesce a sfondare, ma nel secondo tempo i campioni d’Europa con un’incursione di Malouda la palla arriva sulla destra a Torres che trafigge. Il Chelsea sembra avere le chiavi della partita, ma un intervento assassino di Ivanovic su Kolarov, osservato speciale della Juve, lascia il Chelsea in dieci. Rotto questo equilibrio il Manchester prima pareggia con Yaya Toure su cross dell’ottimo Milner e poi Tevez porta a spasso la difesa londinese e s’inventa un gran goal. Il Manchester fa sua la partita e e anche per Nasri c’è la gioia del goal. Quando i giochi sembrano chiusi Torres serve Bertram.

I campioni d’Inghilterra però gestiscono bene e si portano a casa il secondo trofeo stagionale, il quarto scudo, con l’idea di puntare all’Europa con capitan Mancini. Come in Italia a vincere è stata la detentrice del campionato e un’espulsione (due in Juve-Napoli) hanno dato la vittoria. Considerando il mese, è stata una bella partita, il Manchester sembra più forte e al Chelsea manca qualcosa e sarà difficilissimo ripetere la favolosa stagione passata senza super Drogba, ancora però il mercato può regalare delle soprese e non è detto che sia in entrata che in uscita non possa cambiare qualcosa: Juve speranzosa alla finestra e Napoli con un’ombra di paura per il suo gioiello.

Daniele Corvi Agenzia Stampa Italia

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