Escudo San Lorenzo copy(ASI) Se pensiamo al calcio argentino ci vengono inevitabilmente in mente Boca Juniors e River Plate, le 2 squadre principali di Buenos Aires, quelle che hanno vinto più titoli e che da decenni sfornano talenti di livello mondiale.

Da qualche giorno a questa parte però, tutto il mondo ha riversato le proprie attenzioni sul terzo club di Buenos Aires, il San Lorenzo de Almagro. Perché? Perché un signore, tale Jorge Mario Bergoglio, dal 13 marzo conosciuto al mondo come Papa Francesco, ha rivelato la sua “fede” calcistica, appartenente proprio ai rossoblu del quartiere Boedo della capitale argentina.
Che il San Lorenzo fosse un club vicino al Cristianesimo lo si evince dal nome, la sua fondazione infatti la si deve ad un prete, Lorenzo Massa. Nei primi del ‘900 nel quartiere Boedo  vigevano condizioni di povertà, i bambini giocavano a pallone nelle strade e vicino alle ferrovie, sfidando le squadre degli altri quartieri e facendosi chiamare “i forti di Almagro”, rischiando la propria incolumità fisica pur di praticare l’attività che li rendeva felici. Un giorno però, un ragazzino fu travolto da un tram per andare a raccogliere la palla, rimanendo gravemente ferito. Di fronte a quel tragico episodio, don Lorenzo disse basta e fece della sua chiesa di Avenido de Mexico, un punto di ritrovo dove i ragazzini potevano giocare a calcio spensieratamente e senza timori. Il 1° aprile 1908, proprio lì fu fondato il club Atletico San Lorenzo de Almagro (“el Ciclon” come viene soprannominato in patria) e tra il 1916 ed il 1930 fu costruito lo stadio, il “Gasometro”, che riuniva tutti i tifosi del quartiere Boedo, i quali finalmente potevano sostenere una squadra tutta loro.
Nel 1933 arriva il primo titolo nazionale, nel 1936, anno di nascita dell’attuale Papa, il secondo. Nel 1946, quando il piccolo Bergoglio aveva 10 anni, al “Gasometro” accadde un evento eccezionale, al fischio finale dell’ultima partita di campionato, quella che consegnò il terzo titolo nazionale al al “Ciclon”, i tifosi diedero vita ad una spettacolare invasione di campo, cosa c’è di strano? Che non era mai accaduto prima, a dimostrazione della passione e dell’ amore dei “cuervos” (i corvi, come tutt’oggi vengono soprannominati i tifosi del San Lorenzo) verso il proprio club. Questa grande passione però nel corso della storia è sfociata anche in violenza, come nel 1968, quando dopo che il San Lorenzo aveva vinto il titolo senza perdere nemmeno una partita, un cospicuo gruppo di tifosi ribaltò l’auto del presidente di allora soltanto perché voleva vendere tale Fischer, detto “El Lobo” (il lupo). Nel 1979 nasce la “gloriosa butteler”, il primo gruppo di tifoseria organizzata del San Lorenzo, nel 1982 dopo che l’anno prima i cuervos erano retrocessi in seconda divisione, nella partita che ne avrebbe sancito la risalita in prima divisione, accorsero sugli spalti 75.000 spettatori, record nazionale di affluenza. Negli ultimi 25 anni il San Lorenzo si è imposto come uno dei club più importanti d'Argentina, vincendo 4 titoli nazionali (1995,2001,2007 e 2013) e addirittura una Copa Libertadores (2014), per la gioia di Papa Bergoglio e per merito di Don Lorenzo, senza il quale tutto ciò non sarebbe mai avvenuto.

Alessandro Antoniacci - Agenzia Stampa Italia