(ASI) il modello vincente del mondo d'oggi è quello della gioventù e della bellezza. È un modello ossessivamente trasmesso dai mass-mesia che , influenzando i gusti, le mode e le tendenze agiscono prepotentemente sull'immaginario collettivo.

L'adattamento sociale e della personalità risente, in particolare dell'adolescenza, dal rapporto che si ha con la propria immagine e della percezione del proprio corpo, particolarmente in funzione dell'impressione che produce sugli altri. Nella giovinezza la capacità di introspezione è estremamente intensa, la propria immagine è sottoposta alla più scrupolosa attenzione ed il confronto con i coetanei è continuo, anche perchè ognuno tende a identificarsi con un modello fisico ideale. La giovinezza è l'età in cui si fa tutto, a volte inconsciamente, per essere accettati producendo, spesso, dei modelli che sembrano sfornati in serie. Abbigliamento, calzature, gestualità, frasario, comportamenti sociali, fanno di moltissimi giovani dei prodotti di un'omologazione culturale e fisica. Il look, la bella presenza, l'apparire sono valori sovrani anche se bisogna ammettere che i giovani sono soprattutto figli della società in cui vivono e, quindi, non si può pretendere che ignorino i messaggi da cui sono tempestati. La stessa pubblicità non fa altro che proporre modelli esteticamente invidiabili, sprofondando nella crisi esistenziale quanti sono all'altezza degli standards imposti.

Ma come potrebbero essere diversi i giovani se la società degli adulti, che dovrebbero essere modello di vita, rincorre affannosamente livelli estetici hollywoodiani? Cosmetici per ogni inestetismo, lifting, diete, palestre, culturismo, trapianti di capelli, rinoplastiche, cliniche estetiche, acidi fruttati, retinoidi, silicone …. Oggi l'industria della bellezza offre un rimedio ad ogni inestetismo, ad ogni difetto, per cui chi si limita ad essere normale rischia di sentirsi anche in difetto rispetto al resto dell'umanità. L'accettazione di sé, dei propri limiti non può che venire , e non sempre , con la maturità e l'esperienza. Anche la cultura, sempre più latitante tra i giovani presi da mille interessi e divertimenti, potrebbe aiutare a ristabilire le giuste proporzioni tra i valori assoluti e quelli relativi, come la bellezza, i cui canoni sono estremamente variabili nel tempo. Ogni epoca ha avuto metri diversi per misurare ciò che è bello; ne sono una dimostrazione le debordanti donne di Rubens, La Gioconda, i lunghi colli del Modigliani. Le società tribali spesso hanno apprezzato le donne grasse considerandole , incosciamente, simbolo di un benessere mai del tutto raggiunto. Ma considerazioni di questo genere non hanno molta presa sul mondo dei giovani e sono sempre più ignorate da quello degli adulti. L'illusione di immortalità dei giovani spinge a considerare la bellezza un culto da perseguire ad ogni costo, dimentichi della relatività di un valore che, comunque, è destinato ad affievolirsi e che potrebbe farne sottovalutare altri ben più pregnanti e duraturi.