(ASI) Roma - "Le proroghe non bastano più. Per sbloccare la messa in sicurezza dei ponti sul Po servono due risposte serie, ovvero il decreto interministeriale di conferma dei finanziamenti e la copertura degli extracosti.
Il Governo a febbraio, durante l'esame del Milleproroghe, ha accolto un nostro ordine del giorno che chiedeva esattamente questo. Il decreto doveva essere emanato entro aprile e non è mai arrivato. Nel frattempo le Province e le Città metropolitane anticipano risorse proprie per non fermare le progettazioni, senza sapere se saranno riconosciute. Il Governo attui l'impegno preso e chiarisca tempi e modalità dei trasferimenti. Il programma nasce nel 2019 con il Governo Conte: oltre 135 milioni di euro per la messa in sicurezza e la ricostruzione di 76 ponti nel bacino del Po, dal Piemonte all'Emilia Romagna. A sette anni di distanza molte opere restano ferme in attesa di un decreto che aveva una scadenza precisa e l'ha superata senza spiegazioni. Le riprogettazioni e l'aumento dei prezzi hanno intanto fatto crescere i fabbisogni: alle somme stanziate allora vanno aggiunti gli extracosti maturati in questi anni, che il Governo deve riconoscere e coprire per intero. Spostare le scadenze serve a evitare la perdita immediata dei fondi. Senza il decreto di conferma, però, gli enti non hanno la copertura per bandire le gare. Ogni settimana di ritardo avvicina il definanziamento di opere che i territori aspettano da decenni. I ponti non si mettono in sicurezza con i rinvii, si mettono in sicurezza con le risorse". Così in una nota i deputati del Movimento 5 Stelle Antonino Iaria, capogruppo in Commissione Trasporti, e Valentina Barzotti.


