(ASI)Donald Trump continua a evocare il comunismo come fossimo ancora negli anni della Guerra Fredda. Se il Presidente degli Stati Uniti sente il bisogno di agitare il 'pericolo rosso', forse il vero problema non è il comunismo, ma il capitalismo che rappresenta". Lo dichiaraIN una nota Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista.
"Le sue parole fanno quasi sorridere. Un miliardario che governa per i miliardari e mette in guardia i cittadini dal comunismo dimostra, in realtà, di conoscere perfettamente le contraddizioni del sistema che difende. Più aumentano diseguaglianze e povertà, più lo spauracchio del comunismo diventa il rifugio retorico di chi non sa come giustificare i fallimenti del capitalismo. La sua ossessione racconta molto più delle sue dichiarazioni: racconta la cattiva coscienza di chi difende un modello economico che concentra la ricchezza nelle mani di pochi e lascia milioni di persone senza certezze".
"Da questo punto di vista Trump fa bene a non dormire sonni tranquilli. Finché il capitalismo continuerà a produrre privilegi per una ristretta élite e sacrifici per la grande maggioranza della popolazione, ci sarà sempre chi ne metterà in discussione le fondamenta. Nessuna retorica maccartista potrà cancellare una domanda di giustizia sociale che nasce dalla vita concreta delle persone".


