(ASI) Roma - “Il recente intervento del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, in audizione al Senato, solleva interrogativi inquietanti. È paradossale che il Ministro solo ora si accorga della drammatica situazione del nostro SSN e inizi a discutere di sanità integrativa come soluzione.
Con un dato allarmante – ovvero solo il 24% della popolazione italiana coperta da sanità integrativa contro una media Ue del 75% – è evidente che la nostra sanità ha bisogno di riforme ben più profonde. La sanità integrativa, con i suoi vantaggi fiscali da 1,7 miliardi di euro all'anno, sta finanziando prestazioni sostitutive dei Livelli Essenziali di Assistenza, piuttosto che ampliare l'accesso alle cure. È inaccettabile che questa risorsa venga utilizzata per colmare le lacune del SSN, invece di supportarne il funzionamento. Inoltre, la composizione sociale degli iscritti alla sanità integrativa mette in luce un sistema che favorisce le fasce più abbienti, escludendo pensionati, disoccupati e lavoratori precari, i veri bisognosi di assistenza. È ora di chiedersi se le risorse pubbliche sottratte al SSN attraverso agevolazioni fiscali stiano davvero producendo un beneficio collettivo. Urge piuttosto un intervento sistemico che metta al centro la riforma del SSN, piuttosto che un'inadeguata sanità integrativa che rischia di allontanare ulteriormente i più fragili dalle cure. Pertanto andrebbe ribadito al Ministro Schillaci che se vuole garantire un accesso equo e universale alla salute – come ha dichiarato – non devono esistere compromessi”. Lo scrive in una nota Vincenza Aloisio, senatrice del Movimento 5 Stelle.


