(ASI) Assalto alla CIGL, Prima sentenza di assoluzione. Patrizio Di Cursi, un cittadino non iscritto ad alcun partito che il 9 ottobre 2021 volle semplicemente manifestare il proprio dissenso contro l'entrata in vigore del "green pass" , il 24 giugno 2026 è stato assolto dal Tribunale di Roma, seconda sezione penale, dall’accusa di concorso nel delitto di devastazione e saccheggio (fatti noti come "assalto alla CIGL”), con la formula “non aver commesso il fatto”.
“Dove sono finiti i filmati effettuati dai Carabinieri all'interno della sede della CGIL”? È la domanda posta dall'avvocato Vincenzo Di Nanna, difensore di Patrizio Di Cursi che, ha ripetutamente eccepito la nullità del processo per l’omessa ostensione di prove potenzialmente a discarico degli imputati. “Si tratta di prove a discarico decisive”, spiega l'avvocato, “neppure menzionate nell'annotazione di servizio redatta il 12 ottobre 2021 dai carabinieri del nucleo informativo di Roma, documento in cui è omesso ogni riferimento alle indagini effettuate dai militari all'interno della sede del sindacato, durante il cosiddetto assalto. Filmati scomparsi perfino dalla memoria del telefono con il quale sono stati realizzati, in base a quanto affermato nel corso della sua deposizione dal carabiniere che li ha girati.” Secondo l'avvocato, le immagini “scoperte” dalla difesa, tramite l’esame tecnico delle riprese delle telecamere interne della sede della CGIL, non lasciano spazio a dubbi: "Lo stesso militare, dopo aver fermato (ma non identificato) la persona che dall’interno ha aperto il portone d'ingresso del sindacato ai manifestanti, ha poi ripreso il 'neofascista' Roberto Fiore che procedeva lungo il corridoio del sindacato. Il segretario di F.N., che in primo grado è stato severamente condannato per devastazione e saccheggio, nota un soggetto intento a spaccare dei quadri appesi lungo il corridoio e gli intima già da lontano di fermarsi ma, poiché l'uomo non desiste, lo prende per un braccio e lo accompagna verso l'uscita. Giunti quasi al termine del corridoio, l'uomo prova a strappare da una bacheca un poster e Fiore nuovamente lo tira via. Il carabiniere, come inequivocabilmente provato dalla visione dei filmati delle telecamere interne, riprende tutta la scena: una ripresa audiovisiva che conteneva certamente decisive prove a discarico purtroppo scomparse e che, stando all'annotazione di servizio del 12 ottobre 2021 che menziona solo due filmati effettuati davanti alla sede della CGIL, non risulta neppure siano state trasmesse alla Procura.” “La vicenda fa allora sorgere un interrogativo a dir poco inquietante: per quale arcana ragione questi filmati sono scomparsi? La domanda sorge spontanea perché sembra essere sparita proprio quella ripresa audiovisiva che avrebbe potuto scagionare Roberto Fiore, già nella fase delle indagini preliminari. Gli stessi filmati scomparsi, come sottolineato dall'imputato Di Cursi nel corso del suo esame, ben potrebbero aver registrato la sua voce, mentre invitava gli altri manifestanti a non fare danni. Il Tribunale, in ogni caso, sembra aver creduto all’imputato e ritenuto, sulla base delle prove già acquisite, che la chiara condotta dissociativa potesse escluderne la partecipazione al grave delitto contestato. “Una situazione paradossale quella del Di Cursi che appare paragonabile a quella di Roberto Fiore, considerato che entrambi, non solo non hanno consumato alcun atto di violenza ma, addirittura, pur entrati nella sede della CIGL, si sono attivati per invitare gli altri manifestanti presenti a non commettere reati o danneggiamenti”. Ma bisognava criminalizzare il dissenso: una volta allestita la narrazione mediatica dell'assalto 'fascista' e 'squadrista', chiunque si opponesse al regime dittatoriale instaurato con il dichiarato scopo di arginare la pandemia, doveva esser etichettato o come 'un ignorante no vax' o come 'un pericoloso fascista'. Le proteste contro il green pass, però, non erano affatto ad esclusivo appannaggio di “complottisti” e “facinorosi”: in piazza, il 9 ottobre 2021, c'era il popolo italiano." Così in una nota l'avv. Vincenzo Di Nanna, difensore di Patrizio Di Cursi.


