Rifiuti, Tiso(Accademia IC): “Prevenzione pilastro della economia circolare”  “La prevenzione può rappresentare

(ASI)Il pilastro dell’economia circolare, poiché permette di separare la crescita economica dal consumo di risorse naturali.

Non va confusa con il riciclo: il riciclo gestisce un rifiuto già esistente, mentre la prevenzione mira a non generarlo. Tuttavia possono assistere alcuni ostacoli che rallentano la diffusione della prevenzione: produrre oggetti più durevoli può costare di più inizialmente; mancano politiche fiscali che premiano la qualità; e in alcuni settori non è chiaro quando un materiale smette di essere considerato rifiuto, frenando il mercato dei prodotti usati. Come è situazione in Europa? L’UE ha messo la prevenzione al centro delle sue strategie ambientali. La Direttiva quadro sui rifiuti (2018) obbliga gli Stati membri a introdurre misure specifiche di prevenzione e a monitorarne i progressi. L’obiettivo principale è dimezzare entro il 2030 i rifiuti urbani residui pro capite. Per farlo, l’Unione Europea sta intervenendo su ecodesign, imballaggi e promozione del riuso. Chiaramente sta anche e sopratutto ai paesi membri con le singole scelte nazionali intraprendere questo tipo di percorso virtuoso. Per Accademia IC, d’altronde, la prevenzione dei rifiuti è la strategia più efficace per proteggere l’ambiente, ridurre gli sprechi e sostenere l’economia circolare. Agire già nella fase di progettazione, favorire il riuso e superare le barriere economiche e normative sono passi fondamentali per costruire un sistema più sostenibile e meno dipendente dalle risorse naturali”. Così, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca

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