(ASI) Perugia - RIceviamo e Pubblichiamo. "Nell'appena trascorso 25 aprile i perugini hanno assistito perplessi alla rivisitazione in salsa 'genderfluid' della festa della liberazione voluta dall’amministrazione comunale, con in testa il sindaco Ferdinandi.
DSP esprime profondo rammarico per il totale svuotamento dei valori della resistenza che si è determinato con tale “operazione”. Il 25 Aprile è ben altro rispetto al Gay Pride e forse rappresenta proprio il contrario. Tutto ciò, tra l’altro, con uno straordinario dispiegamento di forza pubblica e adozione di blocchi stradali che ha completamente paralizzato la città creando enorme disagio a tutti ivi compresi coloro che avevano intenzione di celebrare la festa della liberazione nel modo autentico di sempre.
Con la guerra che incombe alle porte, con una crescente crisi economica e sociale e con i giovani umbri, specialmente i più qualificati, che emigrano in cerca di lavoro, per la giunta radical chic di Perugia la priorità però è il «panem et circences» da fornire alle giovani vittime del nichilismo con la copertura ideologica dell’antifascismo. E’ necessario ricostruire una realtà sociale dove queste derive occupino un posto marginale, consono alla loro fenomenologia reale, e si persegua chi le finanzia per farle diventare la nuova normalità.
Abbiamo bisogno di amministratori che promuovano politiche sociali ed il lavoro e non la dissoluzione. DSP è la vera l’alternativa." Così in una nota stampa Giuseppe Gasparri di Democrazia sovrana e Popolare.


