(ASI)"Sulla desertificazione bancaria, ancora una volta i dati dei Sindacati, CISL in particolare oggi, ci ripetono che la situazione è giunta a un punto di non ritorno.
Non per le chiusure, bensì per la necessità di uno scatto della Politica, delle Istituzioni, che finalmente devono fare una azione compatta e anche dura contro le banche che se ne vanno. Troppo spesso vediamo invece prese di posizione occasionali, troppo leggere, e poi applausi a gruppi che hanno appena chiuso decine e decini di sportelli bancari. Se ne vanno senza che nessuno dia supporto ai Sindaci arrabbiati, giustamente, a nome delle loro comunità. La chiusura di sportelli e uffici bancari nei territori indebolisce il sistema economico. Uncem da sempre ha detto alle banche che il loro andare via è drammatico per i paesi e per il Paese. Fa male all'economia locale. Fa male a tutti. Non è certo solo un problema di accesso al contante o di tesorerie comunali. È una emergenza connessa anche alla vita democratica e ai diritti di cittadinanza. Chi va via sceglie di abbandonare porzioni enormi di territorio e intere comunità. Chi va via dimostra di essere più interessato agli utili che alla vita delle persone, alla giustizia sociale, alla dignità dei territori. Parlamento, Governo, Regioni agiscano contro le banche che chiudono". Lo in una nota afferma Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte.


