Mutilazioni genitali femminili: Pellegrino (FDI), “Tolleranza zero e rafforzamento della legge”

(ASI) “Quando si parla di MGF è necessario innanzitutto chiarire che si tratta di vere e proprie mutilazioni, che possono essere perpetrate anche su bambine di pochi giorni di vita. Non sono riti di derivazione musulmana, come erroneamente ritenuto da molti, ma una macabra usanza che attraversa confini culturali, religiosi e geografici.

In questi anni ho potuto conoscere numerose attiviste che hanno sfidato rituali atroci e hanno cercato di riportare la dignità della donna al centro del pensiero comune nei contesti in cui vivevano. È solo grazie al loro coraggio se anche in Kenya, ad esempio, questa pratica abominevole è stata proibita, sebbene ci sia ancora molto da fare per superare credenze radicate che continuano a diffondere terrore tra le ragazze.

In Italia il reato di mutilazioni genitali è stato introdotto con la legge Consolo, ma anche a fronte dell’aumento delle adozioni e dei flussi migratori è necessario rafforzarne l’efficacia. Con la mia proposta di legge chiedo la predisposizione di rapporti annuali sulla sua attuazione, l’obbligo di formazione per i professionisti sanitari e l’ampliamento della nozione di pratiche rituali che comportino la rimozione dei genitali femminili, da considerarsi perseguibili come reato. Fermiamo questo genocidio silente” - È quanto affermato dalla senatrice Cinzia Pellegrino, Capogruppo per Fratelli d’Italia in Commissione straordinaria per la promozione dei diritti umani, in occasione della Giornata Internazionale contro le Mutilazioni Genitali Femminili, organizzata da WOMEN IN LOVE in collaborazione con A.N.G.E.L.S. aps.

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