(ASI) "Lo sciopero odierno dei lavoratori delle commesse di contact center di ENEL, E-Distribuzione, ENEL-X, è l'ennesimo allarme per i migliaia di posti di lavoro a rischio nelle aziende appaltatrici, e rappresenta un punto di svolta per il futuro del Settore."
Così dichiarano in una nota congiuntamente la segretaria provinciale UGL Telecomunicazioni di Matera, Cosimina Saracino, e Pino Giordano, Segretario UTL Matera. "Da mesi stiamo portando avanti una serie di interlocuzioni con ENEL, il Ministero del Lavoro, il Ministero dello Sviluppo Economico e l'Autorità per l'Energia, le Reti e l'Ambiente, per esprimere le nostre preoccupazioni rispetto alle numerose criticità derivanti dal bando di gara dei contact center. Ci preoccupa il comportamento contraddittorio di ENEL, che da una parte richiede ai nuovi fornitori garanzie di continuità occupazionale, ma dall'altra premia quei fornitori che, grazie all'introduzione di nuovi processi tecnologici o modalità organizzative del lavoro, riducono il numero di operatori destinati alle commesse ENEL, trasferendo queste risorse ad altre attività."
In questo modo, continuano Saracino e Giordano, "non viene applicata la clausola sociale, che ha come obiettivo la tutela di ogni lavoratore in caso di cambi di appalto nelle attività di customer care. Stando a quanto riportato dai media, ENEL ha chiuso il bilancio 2025 con un utile netto che sfiora i 7 miliardi di euro, eppure sembra voler scaricare sui fornitori e sui lavoratori le conseguenze di una strategia che punta a sostituire il lavoro umano con l'Intelligenza Artificiale. Per quanto ci riguarda come UGL TLC, crediamo fermamente che l'essere umano debba continuare a essere al vertice di ogni processo di innovazione e automazione, senza alcuna discriminazione, specialmente in un settore come quello dei contact center, dove il 70% della forza lavoro è composta da donne." Concludono Giordano e Saracino: "Il nostro impegno resta quello di difendere il lavoro, la dignità dei lavoratori e i diritti delle donne, per un futuro più giusto e inclusivo."


