Idroelettrico: Lega, riassegnazione concessioni è spinta a investimenti e riconoscimento compensazioni a territori 
(ASI) Roma  – “La riassegnazione delle grandi concessioni idroelettriche non è una svendita del settore, come vanno ripetendo alcuni parlamentari di FdI, ma è una decisa spinta agli investimenti, assenti da oltre un ventennio. 
Soprattutto, è il giusto riconoscimento di compensazioni economiche e ambientali ai territori che da troppo tempo ospitano impianti e reti, e che assistono allo sfruttamento delle proprie montagne e delle risorse idriche senza adeguati indennizzi. La regionalizzazione dell’idroelettrico, introdotta agli inizi del 2019, non solo ha consentito di archiviare la procedura di infrazione comunitaria aperta nei confronti dell’Italia dal 2011, ma rappresenta una forte strategia di sviluppo del settore quale asset strategico del Paese che, nonostante non sia stato oggetto di investimenti, ancora oggi detiene il primato nella produzione di energia, peraltro programmabile, tra tutte le tecnologie rinnovabili. La Lega continuerà a vigilare per denunciare i pasticciati blitz legislativi, già tentati negli ultimi 3 anni e fortunatamente sempre sventati grazie alla nostra azione parlamentare. Siamo disponibili a ragionare qualora alle procedure selettive oggi previste dalla normativa per il rinnovo delle concessioni - quali gara pubblica, società mista o project financing - si dovesse individuare, senza intenti dilatori, una quarta via che non veda però la bocciatura della Consulta e che tenga conto degli irrinunciabili riconoscimenti ai territori”.  Lo dichiarano in una nota i parlamentari della Lega Giorgia Andreuzza e Gianluca Cantalamessa, rispettivamente capigruppo nelle Commissioni Attività Produttive di Montecitorio e Palazzo Madama.

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