Bene confiscato alla mafia, Molteni: lo Stato riafferma forte la sua presenza. Da oggi Cantù si candida a 'Città dell'antimafia'

(ASI) Cantù - "È un giorno storico per la nostra Comunità. Oggi lo Stato, grazie alla presenza del ministro Piantedosi in città, al quale mi lega una profonda amicizia e stima, riafferma con forza la propria presenza e lo fa in un contesto che rappresenta un modello, quello canturino, di laboriosità, genuinità e qualità, tipicamente lombardo.

La città di Cantù, e tutto il circondario, oggi si candida a 'Città dell'antimafia'". Sono le parole del sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno, Nicola Molteni, che questa mattina ha inaugurato a Cantù (CO) un bene confiscato alla mafia e restituito alla cittadinanza insieme al Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Il bene è stato restaurato grazie ad importante investimento del Comune di Cantù (850mila€) e con il contributo della Regione Lombardia (150mila€) per un importo totale di 1MLN di euro. "Questo immobile era della mafia e oggi torna nelle disponibilità del territorio e della città. Era la casa della criminalità e da oggi è 'La Casa della Socialità'. Un bene che verrà destinato ai servizi sociali, ai disabili, alle famiglie in difficoltà e quindi a tutta la collettività. - spiega Molteni - Un evento reso possibile grazie alla sinergia istituzionale tra Sindaci e la Regione Lombardia. Un plauso al sindaco Galbiati e all'assessore Cattaneo per il grande lavoro svolto. La città di Cantù è in ottime mani".

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