(ASI) “Il pacchetto legislativo Pronti per il 55% è molto ambizioso perché si pone l'obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti in Europa di almeno il 55% entro il 2030, tuttavia non bisogna sottovalutare i costi che inevitabilmente si abbatteranno sui cittadini.

Per questa ragione non possiamo che condividere l’idea di un Fondo sociale per il clima che possa sostenere le famiglie, in particolare quelle che già vivono una situazione di povertà energetica, in questa fase di transizione necessaria per salvare il Pianeta. Serve una alleanza con i cittadini che devono diventare i protagonisti della futura rivoluzione globale di consumo e di produzione e bisogna concentrare la nostra azione sulle maggiori fonti di inquinamento, che sono la produzione energetica e quella industriale. Dalla Commissione europea ci aspettiamo che l’energia nucleare venga considerata una fonte inquinante e, inoltre, misure per evitare una frammentazione di azioni negli Stati membri per raggiungere gli obiettivi prefissi. La proposta relativa a oneri, fissazione di prezzi e normativa deve andare di pari passo con un sostegno preciso per innovazione, sviluppo e misure di tutela del mercato interno, altrimenti rischiamo un boomerang che favorirà quei Paesi che non hanno finora dimostrato alcun interesse nel rispettare gli impegni ambientali”, così in una nota Mario Furore, europarlamentare del Movimento 5 Stelle in un intervento nella Commissione Trasporti del Parlamento europeo.

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