(ASI) Roma - "Ho presentato un'interrogazione al ministro Speranza, e la sua replica mi trova insoddisfatta, perché ritengo oramai urgente ed irrimandabile aprire una riflessione sul corto circuito della legge Basaglia e sulla delega che essa dispone alle Regioni per la presa in carico dei pazienti psichiatrici, una volta soppresse le strutture manicomiali.

Nel nostro Paese, difatti, l'uscita dei soggetti affetti da disturbi mentali si è trasformata in un banale assistenzialismo se non addirittura in un lento e progressivo abbandono alle proprie realtà familiari sempre più provate. Chi vive la malattia mentale, invece, necessitava e ancora necessita di strutture territoriali efficienti ed adeguate, capaci di alleviare le difficoltà dei nuclei di origine e di accompagnare il paziente in un contesto consapevole della malattia ma in grado di rispettarne la dignità. Dopo i numerosi e sconcertanti casi di violenza omicida, che hanno visto protagonisti diversi pazienti affetti da disturbo della personalità, il ministro comprenda come oramai è indifferibile implementare i servizi territoriali, per garantire strutture idonee ai malati che necessitano di trattamenti a lungo termine, in un'ottica di diritto alla cura e protezione, di sostegno alle famiglie, ma anche di prevenzione dei reati". Così la senatrice della Lega Raffaella Marin, che ha interrogato il ministro Speranza oggi durante il question time in Senato.

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