(ASI) Roma - "In occasione della questione Diciotti il MoVimento 5 Stelle fece votare su Rousseau i suoi iscritti per decidere che posizione prendere. In occasione del varo del Conte bis si fece la stessa scelta, con un tempismo surreale. In tante altre occasioni abbiamo dato a tutti gli iscritti aventi diritto di voto la possibilità di essere corresponsabili nella scelta da farsi.


Questa è la democrazia partecipata o condivisa. Ricordo ancora come sul caso Diciotti, avendo assunto una posizione che si è rivelata poi minoritaria, oltre che contraria da chi era al Governo, ho accettato il risultato ed il mio voto in aula è stato conforme alla volontà della maggioranza.
Ora, posto che l'esecutivo Draghi dovrebbe innanzitutto accettare le nostre condizioni - e noi eravamo nati per fare una rivoluzione culturale prima ancora che politica, ponendo al centro dell'agenda politica il bene comune a tutela dei più fragili - mi si fa capire perché non si indice un voto su Rousseau per autodeterminarci? Qualunque sia l'esito, si dovrà riconoscere che così noi onoreremmo il nostro impegno di attuare la democrazia della partecipazione, della condivisione. Altrimenti saremo suscettibili di essere accusati di promuovere la democrazia dell'esclusione!".
Lo scrive sulla sua pagina Facebook il senatore cinquestelle Nicola Morra, presidente della commissione parlamentare Antimafia.

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