(ASI) "A Roma le Spiagge urbane sono una vera desolazione civile che prende forma in una selva di ombrelloni piantanti in quelle lande secche e deserte che, prima della gestione del verde a 5 stelle, erano tra i più bei parchi della Capitale. Vivere la città in modo alternativo si può ma non è così che si fa.

Presenterò un’interrogazione per sapere quanto ci è costata questa “intuizione” della sindaca Raggi che ha voluto cinque stabilimenti urbani per tutti coloro che stanno trascorreranno l’estate a Roma ma, evidentemente, lontano da quelle installazioni. Una gestione imbarazzante di risorse pubbliche (si dovrebbe aggirare intorno ai 100mila euro) che poteva essere spesa in modo più utile rispetto a voler “esportare” a tutti i costi il modello Tiberis. Affluenza prossima allo zero per una “offerta ricreativa" che non è neanche stata presa in considerazione dai cittadini. Lo stabilimento sul Tevere, nei pressi di Ponte Marconi, aperto ogni anno più per non ammetterne il fallimento che per il piacere dei romani, cerca almeno di imitare il modello di quelle città europee dove sono presenti spiagge vicino al fiume, ma non si comprende invece cosa abbia spinto Raggi & Co in un consistente investimento per le casse Comunali mettendo in piedi tutta una serie di stabilimenti urbani che restituiscono l’immagine di una città in sofferenza dove la classe dirigente si cimenta in iniziative temporanee, inutili e dispendiose invece di ottimizzare le risorse disponibili ascoltando le esigenze dei territori." Così in una nota la dichiarazione del consigliere capitolino Davide Bordoni.

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