(ASI) "Dopo l’inferno di fuoco che ha causato una strage e devastato Beirut sarebbe stato giusto e naturale vedere le nostre navi accorrere di nuovo nelle acque libanesi per sbarcare aiuti e dare sostegno al popolo libanese. Invece, sono nei porti italiani".
"Le nostre navi, pronte a muovere dal 4 agosto, sarebbero state in grado di entrare in azione già l’8 agosto. Invece sono ferme in attesa di decisioni che non arrivano. Poi sarà tardi. Troppo tardi per essere rilevanti, come in Libia del resto", conclude De Giorgi. Lo afferma in una nota l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, capo di stato maggiore della Marina Militare dal 2013 al 2016.
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