(ASI) Roma – “È la prima volta che l’Italia, attraverso la Fao, propone e guida il piano per istituire una ‘Food Coalition’ nella fase post Coronavirus, alla quale hanno già aderito Stati Uniti, Cina, Russia ed altri 30 paesi membri delle Nazioni Unite: l’obiettivo è stabilire un meccanismo internazionale in grado di fornire a tutti i governi delle linee guida d’azione per combattere la fame” – afferma il presidente Comagri Filippo Gallinella.

 “La ‘Food Coalition’ sarà composta da esperti, scienziati, studiosi e parti interessate, che supporteranno gli esperti della Fao a identificare i diversi impatti della pandemia sull’agricoltura e la nutrizione come, ad esempio, misure urgenti e assistenza sociale, istituzione di banche alimentari su cui attingere per le forniture, creazione di reti internazionali di solidarietà per interventi in agricoltura, studi sull’impatto di Coronavirus su sistemi alimentari mondiali. I dati della Fao – prosegue Gallinella – mostrano come la pandemia stia già influenzando i sistemi alimentari direttamente attraverso gli impatti sull’offerta e sulla domanda di alimenti, e indirettamente attraverso la riduzione del potere d’acquisto e della capacità di produrre e distribuire alimenti, che avrà un effetto differenziato e influenzerà più fortemente i vulnerabili. Nel caso di milioni di lavoratori agricoli migranti, la loro incapacità di lavorare influisce anche sull’approvvigionamento alimentare, in particolare per colture ad alta intensità di lavoro, di alto valore e nutrienti come frutta e verdura. Questa tenaglia rischia di portare alla fame oltre 119 milioni di persone in tutto il mondo, in particolare in 44 Paesi già a rischio carestia. Esprimo quindi soddisfazione per l’iniziativa e sono convinto che dovremo continuare su questa strada, perché la ‘questione alimentare’ è un problema di tutti. Proprio a tale proposito, è nato un anno fa l'Intergruppo parlamentare per la diffusione di queste tematiche e per l'integrazione delle norme nazionali” – conclude Gallinella.

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