(ASI) "Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) non è un comitato rivoluzionario. È un organo istituzionale, previsto dalla legge, che formula pareri obbligatori. I suoi membri sono eletti dalle componenti della scuola o nominati dallo stesso ministro. Un organo così fatto, prudente per definizione, ha emesso, all'unanimità, un parere durissimo sullo “Schema di decreto del Ministro dell’istruzione di recepimento delle linee guida recanti le indicazioni per la progettazione del Piano scolastico per la didattica digitale integrata (DDI)”.
Una raffica di critiche (del tutto condivisibili) che testimoniano la gravità delle scelte assunte.
Tanto per citare qualcosa: le misure sono “incongrue e immotivate”, interferiscono arbitrariamente in ambiti contrattuali e legislativi mentre non danno indicazioni su questioni importanti come le attività di laboratorio.
Viene fatta a pezzi sul piano didattico la previsione di dividere le classi a metà, collegandone una parte da casa (molte scuole superiori già si stanno organizzando a adottare questa metodologia, dopo le “suggestioni” ministeriali).
Si rileva anche la necessità di predisporre una piattaforma digitale pubblica.
Insomma una bocciatura umiliante per il testo ministeriale (e per quasi tutto quello che è stato fatto in questi mesi).
È ammissibile che anche questa volta(come più volte nel recente passato) Lucia Azzolina faccia finta di niente? È ammissibile che si limiti a dire “tanto non è vincolante”? È ammissibile che si persegua una strada che porta al disastro la scuola italiana?" Così in una nota di Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del Partito comunista Italiano.
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