(ASI) Come c'era da aspettarsi, la tanto sbandierata sanatoria di centinaia di miglia di immigrati clandestini, che sarebbero dovuti servire a coprire il blocco dei flussi di lavoratori stranieri in entrata nel Pese, si è rivelata un vero e proprio flop.

Infatti, ad oggi, sono solo circa 9000 le richieste pervenute, ben lontane dalle previsioni del ministro dell'agricoltura, che ne aveva fatto un cavallo di battaglia. A commentare con una nota è Valerio Arenare, segretario nazionale del Sinlai, sin da subito critico verso il provvedimento: "Inutile nascondere che siamo soddisfatti del fallimento del provvedimento più scriteriato in fatto di gestione dell'immigrazione, che nell'ordito di chi lo ha ideato avrebbe dovuto, di fatto, legalizzare il caporalato e lo sfruttamento. Nella pratica, fortunatamente, si è dimostrato inattuabile, anche perché prevede dei costi che, inevitabilmente, nessun caporale sarebbe disposto a pagare per avere a disposizione manodopera che già sfrutta ampiamente senza sostenere alcun costo. Ora, però, alla Bellanova non resta che dimettersi e farsi da parte; non possiamo dimenticare lo scempio delle sue lacrime di coccodrillo e l'onta della sua ostinazione nel perseguire certi interessi nefasti per l'economia nazionale. Vada a casa, lo deve all'Italia ed ai lavoratori italiani".

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