(ASI) Roma  - “Ho deciso d’interrogare il Ministero della Sanità, rispetto a quanto già emerso nelle scorse settimane su di un quotidiano online nazionale che ha pubblicato in esclusiva la circolare della Direzione generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute sul settore funebre, cimiteriale e di cremazione. 

 

L’indirizzo del testo è chiaro: non procedere per l’intero periodo della fase emergenziale all’esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi conclamati Covid 19, sia se deceduti in corso di ricovero presso un reparto ospedaliero e sia se deceduti presso il proprio domicilio. E’ un dato di fatto che nella fase iniziale dell’epidemia, nei pronto soccorso arrivassero pazienti con inizio di trombosi e che molte siano state le morti per embolie polmonari massive. Dalla circolare del Ministero è arrivato lo stop a procedere alle autopsie, e ciò, di fatto, ha portato a errate diagnosi e terapie. La toppa però è peggiore del buco. La risposta del dicastero infatti svela un grave errore di valutazione perché ammette di aver interrotto le autopsie per motivi di sicurezza. Questa è la prova che le nostre strutture ospedaliere non sono idonee perché il personale non è dotato di strumenti di protezione. Trasformerò pertanto l’interrogazione, non soddisfatto della risposta del Sottosegretario alla Salute Zampa e presenterò l’interrogazione di oggi in commissione anche in un question time in aula direttamente al Ministro Speranza” - Così l’onorevole Roberto Bagnasco, capogruppo di Forza Italia in commissione Affari Sociali alla Camera.

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