(ASI) Roma – «Il 31 luglio prossimo scadrà il bando di gara relativo alla refezione scolastica. Difficile dire se saranno garantiti, oltre alla continuità del servizio, i livelli occupazionali e reddituali delle 2000 lavoratrici circa, tra cuoche e addette, che vi operavano fino a prima del lockdown (confinamento o isolamento sociale. Ndr).

Proprio per questo, nei giorni scorsi, ho chiesto, con la massima urgenza, la convocazione di una commissione Trasparenza che spero possa accendere un faro sulla questione. Queste persone sono al limite della sopravvivenza: alcune ditte per le quali lavorano gli hanno anticipato il pagamento di ferie e permessi, ma si tratta davvero di importi irrisori.

Essendo state assorbite dalle aziende subentrate, nel gennaio scorso, con il cambio di appalto hanno maturato, purtroppo, spettanze minime. La maggior parte di loro, poi, hanno un contratto che prevede un numero ridotto di ore di lavoro da svolgersi in un lasso di tempo limitato. E quel contratto è anche in scadenza a breve: 30 giugno o 31 luglio a seconda che siano impiegate nelle scuole materne o nei nidi.

Il decreto del governo, poi, ha contribuito a pasticciare una situazione già di per sé difficile. Alcune di queste lavoratrici, infatti, sono ancora in attesa di percepire il fondo di integrazione salariale, un istituto che non prevede maturazione di ratei di tredicesima e quattordicesima e che, quindi, nel tempo non gli ha neanche potuto garantire la possibilità di crearsi un “salvadanaio”. Adesso la loro è una condizione ai limiti dell’emergenza. Bisogna attivarsi subito: la catastrofe è davvero dietro l’angolo».

Così Rachele Mussolini, consigliere comunale della lista civica Con Giorgia e Vice Presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale.

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