(ASI) Roma - “La grave crisi che stiamo vivendo ci ha messo davanti a delle grandi verità. C’è un’Italia da ricostruire ed è sotto gli occhi di tutti che si debba cominciare dalla sanità. Grazie alla dedizione incondizionata di medici, infermieri, operatori sociosanitari e a tutte le forme di potenziamento messe in campo, il nostro Servizio sanitario sta reggendo il peso di questa gigantesca emergenza.

Ma il sistema arranca, soffre e rischia il tracollo a causa delle carenze strutturali e di organico. Prima i massicci disinvestimenti perpetrati per almeno 20 anni, soldi che spesso venivano dirottati per folli motivi opportunistici verso la sanità privata. Formigoni docet! Poi il lento e inesorabile processo di aziendalizzazione e regionalizzazione, culminato nella Riforma del Titolo V della Costituzione, che ha trasferito alle Regioni la competenza in materia di tutela della salute. Sul punto in questi giorni si sono levate più voci. E pure chi ha contribuito a quel declino ora ha il coraggio di mettere bocca. È chiaro che la mancanza di una regia centrale abbia determinato la nascita di 20 sistemi sanitari profondamente diversi tra di loro, con inaccettabili disuguaglianze di accesso alle cure e la proliferazione di sacche di malaffare e sprechi, che hanno affossato definitivamente il sistema. Ai principi di universalità, uguaglianza ed equità su cui il nostro Servizio Sanitario nazionale è stato forgiato si sono sostituite le logiche del profitto e del clientelismo.
È per questi motivi che abbiamo depositato il Disegno di legge, che avevo già presentato nel 2013, che mira a riattribuire allo Stato la competenza in materia di tutela della salute. Crediamo nella sanità pubblica ed universale, ci crediamo fortemente e ci batteremo fino allo stremo per vederla risplendere di nuovo”. Così, in un post su Facebook, la vicepresidente del Senato Paola Taverna, del MoVimento 5 Stelle.

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