(ASI) Prendiamo atto, che dopo averle minacciate più volte Lorenzo Fioramonti, ha presentato le proprie dimissioni da ministro dell'istruzione, motivandole con la grave insufficienza dei fondi stanziati dall’esecutivo. Non c'è dubbio che, questo, è un gesto che certifica il fallimento del governo su scuola, università e ricerca. - così ha dichiarato in una nota Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola del PCI.
Un fallimento che riguarda innanzitutto le risorse, su cui nasce la polemica. Stiamo parlando è bene chiarirlo, delle risorse indispensabili alla sopravvivenza (la linea di galleggiamento, secondo le parole di Fioramonti) di un settore vitale per il paese, non di quelle necessarie ad affrontarne i problemi strutturali, o almeno a risanare le ferite dei tagli degli ultimi venti anni.
Ebbene quelle risorse essenziali, nonostante gli impegni, il governo non le ha trovate. E non le ha trovate perché investire sulla scuola, persino dare solo qualche segnale reale di cambio di rotta, è nonostante le parole, incompatibile con i vincoli europei e con le interne contraddizioni della maggioranza di Conte.Inizio modulo
E oggi ci troviamo di fronte ad una situazione drammatica: senza risorse per il contratto, senza risorse per puntellare organici falcidiati e per affrontare il problema di un precariato sempre più grande e ingestibile.
E le incertezze non riguardano solo gli stanziamenti, riguardano anche le linee strategiche per il comparto, in una maggioranza confusa e divisa, come dimostrano le scelte sull’ Invalsi. E il pericolo, sempre presente, dell’autonomia differenziata.
In questa situazione allarmante è prioritario che tutte le lavoratrici e i lavoratori della conoscenza facciano sentire la propria voce, si mobilitino per chiedere un radicale cambiamento delle politiche che hanno umiliato la scuola, l’università, la ricerca. " Ha concluso Cangemi.
Immagini Ministro Fioramonti messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT
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